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Commissione Sanità Comune di Sora: resoconto della riunione a cura del Presidente Vinciguerra

Nella riunione si è discusso delle varie problematiche riguardanti l'Ospedale SS. Trinità.

«La Commissione Sanità del Comune di , riunitasi in data 16/11/2020, è stata indetta per affrontare le problematiche sanitarie della Pandemia da Covid 19 e per discutere del malcontento comune generato dalla scarsa attenzione verso il territorio sorano evinta dai documenti di Azioni di Fase 8. L’Ordinanza Regionale n° Z00065 del 05/11/2020 ha infatti ridefinito la rete ospedaliera della Provincia di Frosinone con incremento dei posti letto nei Presidi Ospedalieri di Frosinone e Cassino, definiti Ospedali COVID-19. Il provvedimento è stato recepito e attuato dalla ASL di Frosinone con delibera del 11/11/2020Prot. n° 101064. Dalla lettura dei documenti si evince facilmente la mancanza di progetti valorizzanti la struttura ospedaliera del SS. Trinità.

In particolar modo sembra non considerarsi che la diagnosi di Covid non è sempre evidente ed immediata ed i pazienti tendono con più affezione chiedere aiuto al Pronto Soccorso della propria città o più vicino magari non consapevoli della propria malattia. Sia Consiglieri Comunali che i Membri della Commissione, dopo una verifica sul campo, hanno denunciato la condizione di evidente sovraffollamento e promiscuità del Pronto Soccorso con il successivo grave rischio di contagio fra i pazienti afferenti per patologie acute e/o urgenti con altri aventi carattere di cronicità specie se reiterate. Tutto ciò in conseguenza di spazi che riescono con difficoltà a tenere separati percorsi COVID da percorsi puliti quali il nostro nosocomio è stato dedicato.

Si è convenuto di prospettare la realizzazione e apertura di un vero e proprio Reperto di Medicina d’Urgenza già previsto nell’Atto Aziendale ultimo redatto, con 10 PP.LL., oggi in emergenza pandemica rimodulabili a 15. Va inoltre previsto uno spazio COVID per i pazienti comunque positivi diagnosticati in P.S. e dei Reparti di degenza in attesa di trasferimento in ospedali COVID (spesso servono molte ore se non giorni per trasferire il paziente in Reparti Covid), per permettere le normali procedure di isolamento e sanificazione e la non interruzione delle attività dei Reparti in questo momento in affanno per il susseguirsi di casi Covid positivi sia di paziente che degli stessi operatori sanitari con necessità di interruzione delle attività dei Reparti.

La definizione di Ospedale NON COVID dovrebbe incoraggiare ad una immediata operatività Medico-Chirurgica potenziata e allargata alle altre UO provinciali con percorsi dedicati e facilitato all’uopo, vedi visite per le pre-ospedalizzazioni, procedure semplificate di accettazione delle attività chirurgiche e mediche rivolte a tutto il territorio della Provincia con servizi ed ambulatori ad hoc. Ciò sulla base di un potenziamento strutturale e funzionale dei servizi già presenti.

Un Ospedale che vede la sua missione rivolta all’Oncologia necessita di una completa squadra di Sanitari che vi operano. Oggi ancora siamo in attesa di un Direttore di Struttura (il PRIMARIO) che dovrebbe raccogliere e sviluppare un solco
tracciato, ma anche Personale Sanitario (medici e personale parasanitario) e tutti i servizi necessari alla diagnosi e follow up del paziente oncologico (ad oggi gli screening sono ridottissimi, non è possibile effettuare Broncoscopie, PET-TC o procedure di radiologia interventistica, le liste d’attesa per Gastroscopie e Colonscopie sono molto lunghe…) nella speranza di vedere nuovo slancio operativo e nuova visione prospettica di una branca medica che molte soddisfazioni ha già reso.

Oggi, in cui la rapidità di azione è divenuta arma vincente nell’affrontare la Pandemia e tutte le Infezioni Ospedaliere, c’è necessità di una ridefinizione del Reparto di Analisi Cliniche (oggi definito e considerato solo per le richieste di urgenza di base). E’ invece necessario in questo momento storico ma anche per il futuro processare in loco i tamponi MOLECOLARI per ridurre i tempi di diagnosi, ricovero, dimissione e trasferimento dei pazienti per cui risulta indispensabile una sezione di Biologia Molecolare e Microbiologia, ad una unità operativa funzionale che valorizzi e potenzi l’operatività del nostro Centro Trasfusionale, non inferiore per qualità e prestazioni agli altri presenti nella Provincia ma con reiterate criticità sull’approviggionamento di sangue e emoderivati in orari non mattutini.

Attenzione va posta agli Operatori Sanitari. La definizione di Ospedale non Covid genera spesso una riduzione nell’uso dei DPI (dispositivi di protezione individuale). Le caratteristiche della seconda ondata della Pandemia rendono invece il paziente ambulatoriale asintomatico più potenzialmente pericoloso e contagioso per gli Operatori. Il grado di rischio delle procedure nel paziente ricoverato inoltre non sempre può essere preventivamente valutato. Da qui si chiede fermamente che tutto il personale venga protetto con DPI Adeguati (mascherine FFP2, camici monouso, protezioni oculari) maggiormente disponibili in questa fase pandemica per doverosa garanzia della salute per gli operatori ma anche della già esigua forza lavoro.

A questo proposito ancora oggi verifichiamo la scarsa attenzione al riallineamento numerico del personale sanitario, soprattutto infermieristico. Veramente esiguo, rispetto agli altri nosocomi, il numero degli infermieri giunti a Sora in confronto con gli altri Poli Ospedalieri. Ci è stato sollecitato, a tal proposito, la necessità di far ripartire in tempi rapidi i tirocini ospedalieri per gli studenti dell’ultimo anno dell’Università di Scienze Infermieristiche per avere in tempi brevi altri sanitari professionalmente preparati e pronti a supplire le gravi mancanze di personale infermieristico.

Anche il personale Medico è ridotto all’osso e tutte le UO ne reclamano la carenza. Dal fronte del Pronto Soccorso, dove oramai vengono catapultati solo giovani colleghi, all’assoluta mancanza di Anestesisti Rianimatori. E’ necessaria una politica di assunzioni a tempo indeterminato con concorsi continui che colgano prontamente prima delle altre ASL i giovani Medici. Oramai purtroppo i Medici vengono contattati in televisione, in radio, quasi una chiamata alle armi e spesso non vi è risposta alcuna. Dobbiamo tornare a guardare alle Università, ai grandi Ospedali dove si possono attingere risorse umane, dove si può ancora sperare in una condivisione di azione sanitaria, nello spirito di Ippocrate.

Tutti i partecipanti hanno convenuto sulla richiesta alla Dirigenza Aziendale di avere in tempi rapidi un CRONOPROGRAMMA PER L’OSPEDALE DI SORA DEI PROGETTI E PIANI DI INVESTIMENTI ECONOMICI, DELLA RISTRUTTURAZIONE DEI REPARTI, DELLA IMPLEMENTAZIONE TECNOLOGICHE legate alla MISSION propria del NOSOCOMIO. Siamo grati al Consigliere Regionale Loreto Marcelli che si è detto disponibile ad un attento controllo dei tempi e delle procedure di ciò che compete agli organi regionali. Oggi siamo di fronte ad un attacco frontale alla salute del territorio e l’Ospedale dà e darà sempre il suo contributo per una risposta all’emergenza sanitaria..

Tutti i Componenti il gruppo di lavoro hanno convenuto che l’Ospedale non può nulla senza una adeguata Medicina del Territorio con i suoi principali attori quali i Medici di Medicina Generale (IL MEDICO DI FAMIGLIA ed il PEDIATRA di base) che hanno un ruolo determinate e risolutivo nell’emergenza pandemica.

Il primo filtro, la prima azione è e deve restare la loro. Ci deve essere una suddivisione di ruoli. I test rapidi, i controlli a casa, le cure di medio-basso profilo farmacologico devono essere tenuti fuori dal giro dei nosocomi per evitare disagio dei cittadini e spreco di tempo e risorse. I Medici di Medicina Generale hanno il polso della situazione sanitaria, e dovranno essere loro ad indicare le vere criticità sanitarie che nel territorio vengono a crearsi. Certo è che ad oggi ancora sono troppo pochi i Medici di Base che hanno messo a regime il sistema di controllo messo a punto dalla Regione con le “Azioni di fase 8” di riorganizzazione del quadro sanitario.

E’ necessario accertare se stanno funzionando e se sono in uso le piattaforme previste dalla Regione, LazioADVICE collegata alla applicazione LazioDoctor per COVID. Sono strumenti essenziale ed utili per la sorveglianza epidemiologica e clinica del territorio. C’è una dotazione di saturimetri a disposizione dei pazienti COVID a domicilio come previsto? Se ne stanno consegnando? Questo strumento semplice permette di controllare la situazione respiratoria del paziente e insieme ad altri parametri vitali inseriti giornalmente dal paziente sulle piattaforme di telemedicina rende possibile controllare i pazienti e individuare il momento preciso in cui è necessaria l’ospedalizzazione. Quali sono inoltre le riserve di bombole di O2? Ancora una volta è la collaborazione fra Medico di Base e Territorio che rende sicuro un Distretto Sanitario con la sua popolazione.

Si è evidenziato come le attività domiciliari del Distretto C, vedi CAD, ADI già in affanno per le attività di routine per alcune infezioni di operatori, non riescano assolutamente a fronteggiare l’ulteriore carico di lavoro per i malati COVID positivi. Non è nota al momento la presenza di USCAR (unità di cura domiciliare per pazienti Covid) attivi sul territorio: quante unità? Quanti operatori? Quanti pazienti seguiti? E’ STRATEGICAMENTE VITALE E QUINDI NECESSARIO un nuovo assetto lavorativo in questo ambito per far fronte alle aumentate richieste di assistenza domiciliare. Ad oggi solo Sora conta oltre 340 pazienti positivi, a cui si devono dare risposte certe. Se necessario sarà opportuna la creazione di una task force di Medici/infermieri attraverso Cooperative, Associazioni di Volontariato Sanitario che lavori insieme alla ASL sul territorio: tutto per dare un’assistenza clinica domiciliare più forte e presente!

L’aperture del Drive trought anche nei giorni festivi e nel pomeriggio darebbe un ulteriore input al tracciamento, identificazione, trattamento dei pazienti con tempi di attesa che si accorciano e ritorno all’operatività di molte persone costrette altrimenti a lunghe attese nelle loro abitazioni. Il Sindaco, Roberto De Donatis ha dichiarato la disponibilità all’uso della struttura PalaPolsinelli, da subito, per l’effettuazione dei tamponi nei mesi invernali per andare incontro alle esigenze di maggior confort sia per gli utenti che per gli operatori sanitari.

Per concludere vorrei ringraziare i partecipanti alla Commissione per il loro fattivo contributo che ha tenuto conto solo degli aspetti tecnico-organizzativi esplicitando una visione prospettica di miglioramento sia della Struttura Sanitaria dell’Ospedale che di verifica delle condizioni sanitarie delle genti del nostro territorio. Ancora una volta è stata messa da parte qualsiasi questione politica a tutto vantaggio della piena disponibilità di una comune visione positiva dello sviluppo sanitario del nostro territorio. Grazie a tutti!

Il Sindaco di Sora Roberto De Donatis
Il Presidente della Commissione
Il Vicepresidente della Commissione Maria Paola D’Orazio
Il Consigliere Regionale Loreto Marcelli
Il Membro Tecnico della Commissione Anselmo Cioffi
Il Membro Tecnico della Commissione Carlo Recchia
Il Membro Tecnico della Commissione Maria Paola Gemmiti
Il Membro Commissione e Consigliera Floriana De Donatis
Il Consigliere Comunale Serena Petricca
Il Consigliere Comunale Luca Di Stefano
Il Consigliere Comunale Massimiliano Bruni

Sora 19/11/20 Il Presidente della Commissione
Augusto Vinciguerra

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