8 luglio 2011 redazione@sora24.it
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Conferenza stampa “Il coraggio degli Anagnini contro il disastro ambientale” organizzata da Codici

Si tiene oggi la conferenza stampa “Il coraggio degli Anagnini contro il disastro ambientale” organizzata da Codici. Intervengono il Sindaco di Anagni, Carlo Noto e Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali e Segretario Provinciale Codici.

Anagni la città dei Papi. Questo è riportato sul sito del Comune per definire la città che ha dato i natali a numerosi Papi, da Alessandro IV a Stefano VI . Purtroppo negli ultimi anni la città è anche conosciuta drammaticamente come la città della diossina. L’emergenza ambientale e sanitaria che coinvolge Anagni e parte della regione del Lazio meridionale, meglio conosciuta come Valle del Sacco, ha infatti assunto livelli tali da essere configurata come un vero e proprio disastro.

Il caso esplode prepotentemente nel 2005 – anche se è di vecchia data – anno in cui il Governo blocca l’uso dei foraggi, la produzione di latte e carne, dichiarando lo stato d’emergenza per vari Comuni, tra cui Anagni.
Gli accertamenti effettuati, nello stesso anno, sulla composizione del terreno della Valle del Sacco, evidenziano l’inquinamento del suolo da beta-esaclorocicloesano, sostanza tossica per l’uomo e gli animali, presente in una concentrazione 2000 volte superiore ai limiti imposti dalla Legge. L’improvvisa morìa di mucche e pesci, insieme alle analisi del terreno, rendono l’esatta misura del pericolo verso cui, non solo gli animali, ma anche gli uomini, vanno incontro.
Tant’è che nel 2005 il Presidente della Regione Lazio nomina una commissione tecnica con lo scopo di effettuare controlli e monitorare gli effetti dell’inquinamento sulla salute dei cittadini e attuare indagini epidemiologiche. Dalle analisi ematiche effettuate su alcuni abitanti della zona emergono così alti valori di cadmio, mercurio e piombo rispetto ai valori normali di riferimento, sostanze responsabili dell’insorgenza di varie forme tumorali, e di beta-esaclorocicloesano.

“Quello di Anagni – dichiara Luigi Gabriele – è un territorio fortemente vessato dall’inquinamento. La situazione è stata lungamente trascurata nonostante la presenza di diossina nell’aria sia un fatto acclarato”.
A causa del connivente silenzio che ruota intorno alla vicenda non sono ancora note le responsabilità del disastro.

Nonostante le reticenze generali, la Società Marangoni è da tempo oggetto di pesanti accuse da parte dei cittadini e degli abitanti della zona di Anagni, in quanto considerata una delle principali fonti di inquinamento ambientale.
In particolare, sarebbe l’elevata concentrazione di diossine riscontrata in misura significativa su prodotti alimentari, terreno e bestiame della zona a destare le maggiori preoccupazioni di cittadini, politici e associazioni ambientaliste e non.
La presenza di tali sostanze è tale che il Comune di Anagni ha disposto con varie ordinanze “il divieto di consumo di ortaggi e frutta coltivati nei terreni insistenti nel raggio di 500 metri in linea dallo stabilimento Marangoni”.

Da due anni proprio nell’area Quattro Strade vige un’ordinanza di divieto di uso di prodotti agricoli, sostenuta dalle analisi condotte su matrici animali e vegetali dalla locale ASL veterinaria.
Il Codici si sta muovendo patrocinando i cittadini che vivono nelle vicinanze dello stabilimento industriale e che lamentano l’emissione di persistenti cattivi odori e fumi. Risale al 2009 il caso eclatante e rappresentativo della situazione, per la cui verifica sono tuttora in corso delle indagini. La circostanza raccontata dai cittadini descrive uno scenario da apocalisse, come testimoniano varie fotografie scattate dagli abitanti della zona: pulviscolo nero depositato ovunque e fumi densi provenienti dalla Marangoni.

Lo scorso settembre Codici si è poi costituito parte civile nel procedimento promosso dalla Marangoni per l’annullamento del verbale della conferenza di Servizi, espressasi negativamente sul progetto della Società di adeguare l’impianto di termocombustione all’incenerimento di car-fluff.
“La questione –prosegue Gabriele – verte sull’impatto ambientale e la tutela della salute delle persone e dei territori. L’inserimento di una nuova linea produttiva, come richiesto dalla Marangoni, deve essere adeguatamente vagliato visto il contesto in cui si colloca già pesantemente vessato. Oltretutto, oltre alla Conferenza di Servizi, anche la Regione ha ritenuto “che non ci sono le condizioni per poter dare il parere positivo alla proposta della Marangoni Tyre S.p.A.”.

Il giorno 14 luglio 2011, il TAR del Lazio sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della Marangoni.

“Studi universitari hanno rilevato il devastante effetto delle emissioni inquinanti delle attività industriali locali sul terreno, le falde acquifere, l’aria del territorio. Siamo convinti che la richiesta della Società, se accolta dal TAR, possa gettare le basi per l’ennesimo disastro ambientale in una zona già duramente colpita dall’inquinamento –conclude il Segretario Provinciale –Siamo comunque fiduciosi sull’esito dell’udienza”.

Comunicato stampa di CODICI

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