Coronavirus: agriturismi chiusi ma aperti sui social per diffondere ricette e piatti tipici

Gli agriturismi nel Lazio sono 1.253. Ecco come imparare a cucinare tante leccornie in attesa di tornare a gustarle nei posti giusti.

Agriturismi chiusi al pubblico, ma aperti sui social network per diffondere le ricette e i piatti realizzati con i prodotti tipici locali. A lanciare la campagna #gliagriturisminonsifermano è la Coldiretti Lazio, che diffonderà i contributi fotografici e video dalle aziende sulle pagine social: Twitter, Instagram e Facebook.

La Coldiretti ha registrato nelle prime due settimane dell’emergenza Coronavirus, un aumento dell’80% del consumo di pane, pasta e dolci fatti in casa, così come è cresciuto del 28% anche l’acquisto di zucchero e del 20% quello del latte Uht , secondo i dati del mondo Coop. Quasi una famiglia su tre, dunque il 32%, stando all’indagine Cordiretti Ixè, sta preparando in questo periodo dolci, pane e pasta fatta in casa.

“Una scelta più salutare – commenta il presidente Coldiretti Lazio, David Granieri – motivata anche dalla necessità di ridurre le uscite e le lunghe file davanti ai supermercati, per evitare i rischi del contagio. La cucina è tornata protagonista nella preparazione delle ricette, che coinvolgono tutta la famiglia. In quest’ottica abbiamo pensato di fornire l’apporto degli agriturismi, che attraverso video e foto rilanciati sui nostri social, potranno dare il loro contributo”.

Da oggi Coldiretti Lazio rilancerà sulle proprie pagine il contributo della aziende laziali che parteciperanno a questa nuova campagna social, che va ad aggiungersi ad un’altra iniziativa di Coldiretti #MangiaItaliano, per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani.

“Nella nostra regione gli agriturismi sono 1.253 – conclude Granieri – con un tasso di crescita a livello regionale, inferiore solo a quello della Sardegna. Sono i veri ambasciatori del Made in Italy e custodi delle tradizioni locali. Nessuno più di loro può aiutarci a diffondere la nostra cucina, i sapori e i prodotti di filiera del Lazio”.

E sono già numerose le adesioni raccolte. “Quello che vogliamo lanciare – spiega Cristina Scappaticci, già responsabile di Terranostra Lazio, ora nella Giunta esecutiva, e a capo di un’azienda agricola ad Arpino – è un messaggio di speranza per affrontare questo momento difficile insieme, con l’augurio che quando tutto questo sarà finito, torneremo a condividere le tradizioni locali. L’obiettivo è quello di essere di supporto a tutte le persone che sono chiuse in casa, per via delle misure restrittive anti pandemia. Ci mettiamo a loro disposizione per fornire i segreti della nostra cucina e la preparazione dei piatti realizzati con prodotti tipici del Lazio”.

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