giovedì 6 dicembre 2012 414 VISUALIZZAZIONI

Cosa pensi della protesta studentesca in atto a Sora? Roberto Di Ruscio risponde a Sora24: “L’intelligenza del giovane non è commisurata al c/c del genitore”

Proseguono i quesiti rivolti da Sora24 alla classe politica cittadina. Questa settimana occhi puntati sulla Scuola e ovviamente sulle manifestazioni organizzate dagli studenti. La redazione ha domandato: <<Cosa pensi della protesta studentesca in atto in questi giorni a Sora?>>

Risponde Roberto Di Ruscio

“Mi ritrovo in sintonia ed esprimo solidarietà ai giovani studenti di Sora che in maniera costruttiva e democratica stanno manifestando per affermare il principio della scuola pubblica per tutti e combattono contro il degrado della stessa. Da diversi anni, nel nostro Paese, è in atto un attacco alla scuola pubblica; nel linguaggio dei legislatori degli ultimi dieci anni ispirato dall’ideologia liberista, la scuola non viene più concepita come la più importante agenzia di educazione e formazione cui fine principio è quello, rilevantissimo in un sistema democratico, di formare l’uomo e il cittadino di domani, ma viene descritta come un’azienda.

Perno delle più recenti riforme legislative non è più quello di garantire un sistema educativo che punti all’eccellenza, che permetta di raggiungere l’obiettivo di trasformare la nostra nazione in una competitiva società della conoscenza, ma esclusivamente quello di garantire i vincoli di spesa. Obiettivo, quest’ultimo, che viene perseguito attraverso tagli lineari che hanno impedito alle istituzioni scolastiche di ammodernare e mettere in sicurezza edifici fatiscenti e pericolosi, di sostituire strumentazioni obsolete, di garantire i servizi essenziali. Senza alcun reale interesse per la qualità del percorso formativo e per i diritti degli studenti, dei docenti e di tutti gli operatori della scuola, vengono create classi pollaio, viene negato il diritto costituzionalmente garantito al sostegno per gli alunni disabili, viene sbarrato l’accesso ai giovani al mondo della scuola.

Quasi con sarcasmo si promette la definitiva soluzione dell’annoso problema dei precari attraverso il loro licenziamento.Non più una scuola in cui sia garantita la libertà d’insegnamento prevista dalla nostra Costituzione e che persegue una finalità ben più nobile della mera trasmissione di nozioni e saperi tecnici ma una scuola asservita agli interessi della produzione. Non più il progetto di una persona libera e consapevole ma quello di una scuola che forma lavoratori specializzati per le imprese che lo finanziano. Ad un sistema di istruzione pubblico eccellente per tutti previsto dal nostro Costituente si vuole sostituire un sistema in cui la stessa Costituzione risulta del tutto rovesciata, perché l’istruzione non è più un diritto ma il privilegio di pochi mentre le scuole private che, secondo il dettato costituzionale, andrebbero istituite “senza oneri per lo Stato. L’intelligenza del giovane non è commisurata al c/c del genitore.

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