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CULTURA e TRADIZIONI deve essere il binomio del rilancio di SORA (di Rodolfo Damiani)

Gli eventi a Sora sembrano che non finiscano mai. Abbiamo esaurito il contenitore VIVISORA, ma soprattutto la CULTURA sembra voler riprendersi la scena e smentire quanti giudicano la Cultura come un optional costoso e di scarso richiamo. Un settore importante invece, che in molti Comuni è fonte di lavoro e di ritorni economici come a Viareggio il Carnevale, a Spoleto il Festival, a Ceppaloni la rassegna dei film comici, a Montenero di Bisaccia il Premio e le rievocazioni del “Tratturo”, ricordate “I pastori”, rievocazioni storiche, rassegne spesso inventate di sana pianta, convegni di studio, parliamo della “CULTURA”. BASTA CREDERCI – BASTA AFFIDARSI A CHI… – BASTA AVERE COSTANZA.

Sotto il segno di Donato Di Stefano, si è riconfermato il ruolo centrale di P.zza Annunziata, nella programmazione di eventi all’aperto, con pari soddisfazione dedichiamo l’attenzione a P.zza Mayer Ross, un comprensorio vasto e articolato dedicato alla cultura: Auditorium, un solo difetto doveva essere grande il doppio, il “parterre en plein air” adatto a numerose tipologie di spettacolo, il Museo Archeologico, centro ideale delle nostre radici e della nostra cultura, il Museo della Media Valle del Liri e l’annesso chiosco, veramente proteiforme nella flessibilità di uso.

Nelle due sere del 14 e 15 , il Chiostro del Museo e, per cause contingenti, l’Auditorium sono stati palcoscenici privilegiati della prorompente vitalità di Artisti sorani, gratificati da una presenza massiccia di concittadini. La sera del 14, si è rievocata la figura di Alberto Santucci, Dirigente di cui tutti avvertiamo la perdita in termini sociali e di amicizia, con i presenti stretti con grande affetto alla vedova e ai due figli. Nel corso dell’evento il Chiostro è passato dall’essere palestra dell’arte calligrafica, illustrata dai capolavori del maestro Franco Taglione e dei suoi amanuensi, con un commosso omaggio alla memoria dell’Amico Alberto. Subito dopo si è trasformata in una sala concerto con Sandro Gemmiti al pianoforte, da cui ha tratto melodie che hanno annullato il tempo e la distanza, dal classico, al folklorico, al moderno in sinergia con la magica fisarmonica di suo fratello Fabio, con un saggio di alta scuola da Mozart a Rimski Korsakof a Piazzolla a Fletcher a Sullivan a Ellington, dalla serenità mozartiana, al ritmo spasmodico della scuola russa, al sincopato dello swing. In un crescendo di emozioni ci ritroviamo in un conventillos argentino dove due danzatori di Tango interpretano “Milonguando por la Historia”, il duo GIOIA ABBALLE SIMONE FACCHINI, mostrano la perfezione dei loro movimenti e giustificano la definizione di Tango: la sublimazione del coraggio, è il paradigma dell’amore, l’uomo, la donna, la storia della loro unione e non un pensiero triste che si balla. Commovente l’omaggio canoro della bravissima Monica Gemmiti, a Alberto Santucci. Brava come sempre la solare Roberta Pugliese, nel ruolo di presentatrice, fascinosa Francesca Bellino e la sua voce, che ha letto una dedica del Maestro Taglioni all’Amico Alberto, una breve poesia in memoria di Alberto stesso del poeta Rodolfo Damiani, di cui ha anche letto una poesia dedicata ai Maestri Tangueri. Seguiva la visita alla Mostra dell’Artista Sorano Michele Rosa, che tra i suoi impegni internazionali, dimostra sempre il suo attaccamento a Sora e la visita al Museo Archeologico illustrata dalla Direttrice Manuela Cerqua, che sta rilanciando il museo e le attività di ricerca archeologica e che ha coordinato e amalgamato le parti della serata con la Dott.ssa Stefania Tersigni, Sandro Gemmiti e Franco Taglione. Dobbiamo stigmatizzare l’azione intelligente e fattiva della Dott.ssa Cerqua, che in sintonia con quanto avviene in musei più blasonati cerca sinergie che pongano poi al centro dell’attenzione il museo stesso.

Visibilmente soddisfatti il Sindaco Ernesto Tersigni e l’Assessore Petricca, per il successo della serata e per la qualità del pubblico presente, tra cui personaggi del mondo culturale della Provincia, uno per tutti il Poeta Massimo De Santis, vincitore di numerosi premi internazionali. Nel tardo pomeriggio del 15, nell’Auditorium, abbiamo assistito ad un’altra performance di talenti sorani. Già nelle tre serate targate Di Stefano avevamo avuto la gradita sorpresa di riascoltare Gabriela Zappacosta e per la prima volta Marina Lecce e Chiara De Gasperi, tre voci diverse ma di ottima lega. Chiara De Gasperi, una giovanissima, minuta, occhi di brace, labbra sempre atteggiate ad un sorriso indecifrabile, a vederla sembrerebbe impossibile ma non ha niente da invidiare come voce ai giunonici soprani, come è tradizione. Credo che nei suoi progressi è ben visibile la mano del Maestro Di Stefano in veste di talent scout e di creatore di talenti. Marina Lecce, ricorda le nobil donne meridionali dallo sguardo altero e dai capelli corvini, una voce dalle grandi qualità interpretative drammatiche, una voce che ha le inflessioni delle cantanti americane di Swing, dei falsetti sincopati, ricordate “Stormy weather”, dice che sta studiando, ma per me i suoi maestri l’hanno già iscritta all’università. Gabriella Zappacosta, coraggiosa, pur avendo già raggiunto dei traguardi, ha voluto fare il salto di qualità, con umiltà ha ripreso a studiare e i risultati si vedono, sia nel modo che nell’intensità del canto, potrei dire è assolutamente padrona del metronomo e del pentagramma e soprattutto della scena. Una compilation di stili, di epoche e di contenuti in cui particolare risalto hanno avuto i duetti tra Marina e Gabriella, a mio avviso eccellono nelle grandi romanze classiche napoletane. Chiara in una serata di musica leggera ha dato un saggio della sua voce, di sicuro avvenire e della sua umiltà, che è la caratteristica dei grandi artisti. Impareggiabile il linguaggio corporale della danzatrice che accompagnava il canto, di alta scuola, grande concentrazione e assoluta fluidità di movimenti. Adeguato il commento musicale. L’evento descritto è parte di un progetto musicale di più ampio respiro, frutto dell’incontro delle cantanti Gabriela e Marina con il Prof. Nicola Di Nardo. Il Prof. Di Nardo è un genio universale, un personaggio versatile come gli umanisti del Rinascimento, che accanto ai titoli accademici e alle lezioni “ex chatedra” ha la passione e il carisma della musica, in cui eccelle come pianista e come elaboratore di testi e loro adattatore alle necessità sceniche e di esecuzione. Sala piena, ancora la soddisfazione del Sindaco, che alla mia domanda di candidare Sora per almeno un evento culturale importante ha annuito con convinzione, la stessa convinzione con cui si è espresso Jula nel portare i saluti dell’Amministrazione.

Rodolfo Damiani

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