mercoledì 20 luglio 2011

Desert Motel – Yarn (2011)

Abbiamo avuto modo di ascoltare in anteprima il primo lavoro sulla lunga distanza dei Desert Motel, formazione di Aprilia che già qualche anno fa, precisamente nel 2007, ci aveva deliziato con un EP di canzoni folk rock intitolato Out for the Weekend. Una manciata di brani che, in maniera del tutto atipica e in controtendenza al mercato indie italiano, avevano fatto breccia nei nostri cuori di eterni e scanzonati estimatori di quel songwriting a stelle e strisce. Out for the Weekend infatti ripercorreva con fine abilità quelle stesse strade polverose e assolate percorse da Neil Young, Gram Parsons, Jackson Browne, Credence Clearwater Revival ma anche da formazioni attuali come i Calexico, gli Okkervil River e i Wilco. Ora però, a distanza di quattro anni, arriva questa nuova fatica intitolata Yarn, un album dalle trame ben più intrecciate, composite e colorate del precedente come la sua stessa copertina che, nella sua apparente uniformità esteriore, rivela un ordito (musicale) filato attentamente e decisamente più complesso. Un sound, quindi, più pop e sofisticato rispetto al recente passato che, in qualche modo, spicca il volo verso quei territori cari all’ultimo Jeff Tweedy e al mai dimenticato Mark Linkous (Sparklehorse). Ne esce fuori un disco dalla scrittura intensa e commovente che, nonostante un approccio diverso, ancora una volta è in grado di riempirci il cuore, portando con sé anche qualche “vecchio ricordo”. E quel “vecchio ricordo” si chiama Paths, pezzo già pubblicato nel mini CD d’esordio, che apre splendidamente Yarn e che, assieme alle commoventi Bright Side, Valentine’s Gone, Summer / Fall e Let It Shine (le prime che ci hanno colpito in questo veloce ascolto, complice anche il mood di questi giorni), schiudono nuovi orizzonti alla formazione apriliana che, a piccoli passi, sta conquistando l’attenzione e l’affetto di tutti noi. Merito della passione e della determinazione di Cristiano Pizzuti (voce, chitarra e autore di quasi tutti i testi), Fabrizio Lo Cicero (batteria), Massimo Gresia (basso) e Roberto Ventimiglia (chitarra) che con il supporto di tanti amici e musicisti continuano a seminare in questa arida Italia un pezzo di quella America alternativa e autoriale che tanto amiamo. Dodici belle composizioni d’estrazione pop, rock e un po’ meno folk che, in attesa dell’uscita ufficiale prevista a settembre 2011 per SofaRecs, torneremo ad ascoltare spesso e volentieri.

httpv://www.youtube.com/watch?v=5FOv5MMtHbM

Luca D’Ambrosio — www.musicletter.it/lucadambrosio

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