13 gennaio 2015 redazione@sora24.it
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Dopo otto anni torna nella sua chiesa di Sora la statua di “S. Antòne Abate”

L’impegno è stato rispettato e la tradizione pure. La ricorrenza di “S. Antòne” sarà regolarmente festeggiata. E con una bella notizia: sabato,   17 gennaio, i sorani potranno di nuovo continuare a pregare S. Antonio Abate che farà ritorno nella propria chiesetta dopo otto anni di “esilio” e di “arresti domiciliari”, ospite della chiesa di S. Restituta, come benevolmente ha sempre affermato, mons. Bruno Antonellis. L’iniziativa è resa possibile grazie alla generosa disponibilità di un Comitato e dalla grande dedizione del preposto, mons. Bruno Antonellis. Anzi il Comitato e mons. Bruno Antonellis esprimono un sentito ringraziamento al sindaco di Sora, dott. Ernesto Tersigni ed alla intera Amministrazione Comunale per la stretta collaborazione dimostrata e per gli ulteriori lavori di ripristino che dovranno ancora essere affrontati. Il giorno della “festa” sarà preceduto della celebrazione del “triduo”. Ma ecco cosa prevede il programma. Il “triduo” si terrà nella chiesa di S. Restituta il 14, 15 e 16 gennaio, con la celebrazione della santa messa, alle ore 17.00. Quindi il giorno 17 gennaio, memoria di S. Antòne, le sante messe saranno celebrate alle ore 8.00, 9.00 e 10.00, sempre nella chiesa di S. Restituta. Alle ore 10.45, davanti al sagrato della chiesa di S. Restituta, avrà luogo la tradizionale benedizione degli animali. Alle ore 11.00 inizierà la solenne processione da piazza S. Restituta, fino alla chiesa di S. Antonio Abate, per riportare, dopo otto anni, la Statua del Santo nella sua sede naturale. Infine alle ore 15.30 una santa messa sarà celebrata proprio lassù, nella chiesetta di “S. Antòne”. Il santo protettore degli animali ha dovuto forzatamente lasciare la “propria residenza ufficiale” ben otto anni fa, dopo il noto scempio perpetrato da inqualificabili vandali che profanarono la chiesetta, tanto cara alla devozione dei sorani che saranno presenti numerosi ai previsti appuntamenti religiosi. Ora, “S. Antòne”, seduto al suo “seggiolone”, potrà finalmente riprendere possesso della propria, abituale “residenza”.

Gianni Fabrizio

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