31 luglio 2012 redazione@sora24.it
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E se piazza Mayer Ross avesse avuto un Teatro? (di Mike Di Ruscio)

Questa mattina, mentre passeggiavo nei pressi del centro storico, mi sono fermato per un istante ad osservare attentamente cosa fosse diventata, in questi ultimi anni, piazza Mayer Ross. Di sicuro, è tornata a vivere, ad essere punto di aggregazione per molti gruppi di ragazzi sorani ma quello che, in prima battuta, balza ai nostri occhi è proprio il suo stato di completo degrado sintetizzato, perfettamente, da un prato ridotto totalmente a paglia e bruciato dal caldo torrido al quale fanno da cornice mura imbrattate da scritte con bombolette di ogni genere.

La piazza, senza ombra di dubbio, è stata sin dall’inizio oggetto di discussione: da una parte, coloro che, sostenitori del progetto, ne coglievano e ne esaltavano la modernità, dall’altra quelli che avrebbero preferito per la stessa qualcosa di diverso. E’ pur vero che la bellezza, in questo caso di un opera pubblica, dipende dalla soggettività dell’individuo e non da connotazioni meramente politiche; una famosa locuzione latina, infatti, affermava: “De gustibus non disputandum est”. Pertanto, guardando la piazza, mi sono chiesto: <<Ma se piazza Mayer Ross avesse avuto un teatro?>>.

Proprio in questi giorni, per puro caso, mi è capitato tra le mani un documento, ovvero il “PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO”, redatto dai seguenti progettisti: Arch. Gianfranco Cautilli, Arch. Riccardo Iucci, Arch. Luigi Gemmiti e l’Ing. Vittorio Vicini durante l’amministrazione Annarelli e teso al riutilizzo di alcune aree del nostro centro storico che, all’epoca, versavano in gravi condizioni di degrado; tra le opere previste spiccava il teatro di piazza Mayer Ross.

Di sicuro, che la zona andasse liberata da quella struttura ormai fatiscente ne siamo convinti tutti (o quasi). Anche il sottoscritto, per un discorso di trasparenza e coerenza politica, sostenne in quel periodo “ORTARA LIBERA TUTTI”; infatti, sebbene il progetto dell’amministrazione Annarelli non prevedesse la demolizione della struttura dell’ ex Cinema – Teatro Capitol, ma bensì una sua rimodulazione, proviamo ad immaginare, anche se per assurdo, l’abbattimento della struttura del cinema (come di fatto è stato realizzato) e, magari ad integrazione dell’attuale piazza, la realizzazione del Teatro che potete vedere perfettamente nella gallery fotografica a margine dell’articolo.

Posso anche sbagliare, questo perché non sono un tecnico e non ho la presunzione di esserlo, ma senza ombra di dubbio la piazza avrebbe acquisito una funzionalità di gran lunga diversa andandosi a fondere, in totale armonia, con la struttura del museo e con quello che la piazza avrebbe restituito di li a poco ai sorani. Non ci si dimentichi che, quando fu abbattuto il Capitol, nella zona furono fatti dei saggi da parte della soprintendenza e durante i lavori venne alla luce la struttura di una villa romana.

“Piazza Mayer Ross e il fabbricato che per molti anni è stato adibito a cinema teatro sono situate in un luogo importantissimo a livello archeologico perché, secondo gli studi fatti durante gli scavi degli anni ‘90, le murature emerse tra il Capitol ed il Museo, apparterrebbero ad una villa urbana”. Lo stesso direttore dei lavori, l’archeologo Federico Bistolfi dichiarò che il sito, “potrebbe” anticipare di almeno due secoli la venuta dei volsci a Sora, quindi non dovremmo più pensare al V° secolo a.C. ma bensì al VII° secolo a.C. un altro documento che ci testimonia della presenza archeologica che si trova sotto il manto di Piazza Mayer Ross, sono gli scavi svolti e puntualmente documentati negli anni “60.

Ad ulteriore riprova, inoltre, quanto riportato dalla Dott.ssa Alessandra Tanzilli nel suo “Antica topografia di Sora e del suo territorio” proprio a pag.115 <<durante lavori edili in via Loffredo n. 16, furono rinvenute antiche murature, relative ad una abitazione, prontamente reinterrate>> (…).

Ora, guardando piazza Mayer Ross e le sue condizioni di prematuro degrado, rifletto sul progetto dell’amministrazione Annarelli e penso a come si sarebbe potuta utilizzare diversamente.

Tutto questo, sia ben chiaro ai lettori del presente articolo, lo affermo libero da idiosincrasie e da vincoli di ogni sorta: nasce, infatti, da una semplice e pura riflessione personale avulsa da quelle logiche di condizionamento che ben si confanno a questa giovane condizione anagrafica.

Mike Di Ruscio – Sora24

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