Elezioni Isola del Liri: le periferie vogliono più considerazione

Il termometro social parla chiaro: «Non esistono solo il centro e la movida, non esistono isolani di Serie A e B».

La temperatura non è ancora altissima, ma oramai si può dire che i giochi sono aperti. Tra qualche settimana si rinnoverà il governo municipale di Isola del Liri e gli schieramenti, per ciò che riguarda le coalizioni, sono già abbondantemente definiti: da una parte Massimiliano Quadrini, candidato del Partito Democratico sostenuto da gran parte dell’amminstrazione uscente, dall’altra Diego Mancini, appoggiato dall’opposizione, dall’ex vice sindaco Angelo Caringi e da varie anime storiche della destra che della sinistra cittadina.

Molti argomenti del dibattito elettorale vertono sul centro cittadino, divenuto negli ultimi 10/15 anni un autentico volano per l’intera economia isolana. L’oramai celebre “movida isolana” rappresenta il leit motive di molte discussioni politiche, tuttavia sembrerebbe emergere, a giudicare da quanto riportato sui social, più di qualche mugugno nell’ampia periferia isolana.

Da Pirandello alla Selva, da Capitino a San Carlo, dalla Stazione a Borgonuovo, da San Domenico a Carnello, tutti chiedono una considerazione quantomeno paragonabile a quella che si dà all’area adiacente la cascata grande. Perché «non esistono solo il centro e la movida, non esistono isolani di Serie A e B».

Nelle prossime settimane, in concomitanza con l’inizio dei comizi, i cittadini delle periferie potranno valutare i progetti più interessanti proposti dai candidati, per il progetto di governo da trasformare in realtà nel quinquennio 2019-2024.