giovedì 4 ottobre 2012

La demagogia è il male della politica (di Mike Di Ruscio)

In Elementi filosofici sul cittadino (1642), uno dei capolavori del pensiero politico moderno, Thomas Hobbes analizza le tre forme di Stato (monarchia, democrazia, aristocrazia), afferma che “in una democrazia, tanti sono gli individui desiderosi di arricchire figli, parenti, adulatori, quanti sono i demagoghi, cioè gli oratori che hanno presa sulle masse popolari (e più ve ne sono, più ne spuntano)”.

La questione della demagogia come problema principale della democrazia è stato ripreso da diversi autori, giungendo fino ai giorni nostri. Molto interessanti sono, ad esempio, le considerazioni di Gaetano Mosca (storico delle dottrine politiche) nel suo “Elementi di scienza politica”: “quando il corpo elettorale è molto ampio, i partiti devono cercare i loro suffragi nelle grandi masse popolari, e lo fanno ricorrendo alla demagogia, cioè sfruttando le «cupidigie», i «pregiudizi», gli «istinti più rozzi», le «promesse impossibili da mantenere”.

É ovvio che queste considerazioni non devono essere prese alla lettera; ma al tempo stesso possono essere utilizzate come spunto di riflessione. Ogni pensatore analizza il suo tempo ed il suo contesto sociale: ma la cosa straordinaria è che questi saggi conservano tuttora delle verità attualissime. Personalmente sono un fervente difensore della democrazia (chi non lo sarebbe!); tuttavia è necessario fare i conti con i suoi aspetti distorti e nefasti che, quotidianamente, minano la vita politica del nostro Paese e, nel piccolo, quella della nostra città, Sora.

Scorrendo il testo della canzone “Ho fatto un sogno” di Vasco Rossi si legge: “Ho visto gente che non ha davvero bisogno di presentazioni”. Credo che questa frase, interpretata in senso negativo, racchiuda il concetto che stiamo affrontando. Quante volte nelle varie campagne elettorali abbiamo sentito promesse di ogni genere; uomini e donne che hanno parlato per ore senza dire nulla, quasi alla maniera dell’indimenticabile Totò nel film “Gli Onorevoli” : “costruiremo palazzi, strade, case, ponti ecc.” . Ebbene, ognuno di quei soggetti non aveva bisogno di presentazione, essendo la demagogia fatta persona.

A dir la verità non nutro più grossa fiducia in questo modo di fare, pur conservando e credendo ancora nella “missione della politica”, che resta per me un’aspetto molto nobile della stessa. Per me Fiorito, Lusi ecc. non sono politici, ma affaristi: chiamarli tali sarebbe come arrecare un insulto a chi davvero è stato Politico e Statista del nostro Paese. Non bisogna mai dimenticare che l’attuale classe politica (da menzionare rigorosamente ìn minuscolo) nasceva nel 1992, davanti l’hotel Raphael, mentre si lanciavano le monetine a Craxi: nasceva cioè priva di una “mission” e basata sulla banale suddivisione in buoni e cattivi.

Concludendo, ritengo che il nostro Paese e la nostra città non siano privi di nuove figure e di ragazzi volenterosi e capaci. Il problema è permettere loro di emergere, perché finora molti hanno sbandierato ai quattro venti l’esigenza di rinnovamento senza coniugare le parole con l’azione, ossia facendo per l’appunto della demagogia. Molte volte Pietro Nenni amava affermare: “Rinnovarsi o perire”. Quindi, se non saremo capaci di rinnovarci nel profondo, saremo destinati a perire per sempre.

Mike Di Ruscio – Sora24

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