Emergenza COVID-19: l’Ordine dei Farmacisti di Frosinone scrive a Zingaretti

«Il numero dei farmacisti contagiati (e la nostra provincia purtroppo non ne è esente) e di quelli che stanno morendo di Covid-19 ogni giorno, con il silenzio dei media, è ormai lungo; ieri è deceduto anche un collega di Nettuno».

Illustre Presidente, nel nostro Paese stiamo vivendo una situazione drammatica a causa della diffusione dell’infezione da Covid-19 e i professionisti sanitari stanno pagando un tributo molto alto. Questi eventi sarebbero stati in larga parte evitabili se gli operatori sanitari fossero stati correttamente informati e dotati di sufficienti dispositivi di protezione individuale adeguati: mascherine, guanti, camici monouso e visiere di protezione che invece continuano a scarseggiare o ad essere centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un’epidemia a cui pure l’Italia si era dichiarata pronta solo a fine qualche mese fa.

I farmacisti (siano essi ospedalieri, in forza al territoriale del SSN, o che operino all’interno di parafarmacie o farmacie di comunità) sono al lavoro tutti i giorni a consigliare e rassicurare, ad ascoltare e dispensare medicinali, e quindi sono a stretto contatto con il pubblico rappresentando una categoria ad altissimo rischio; il numero dei farmacisti contagiati (e la nostra provincia purtroppo non ne è esente) e di quelli che stanno morendo di Covid-19 ogni giorno, con il silenzio dei media, è ormai lungo; ieri è deceduto anche un collega di Nettuno.

E se un farmacista o un suo collaboratore restano contagiati, una farmacia si chiude e con essa, anche la garanzia per il Cittadino di un servizio fondamentale. In ragione di quanto descritto, per noi farmacisti della provincia di Frosinone ormai la situazione professionale è diventata insostenibile; da settimane abbiamo chiesto a tutte le Autorità ed alla Protezione Civile l’assegnazione di idonee mascherine protettive che per noi sono introvabili e che sono state fornite ad altre categorie – alle quali va il nostro massimo rispetto perché impegnati come noi a contrastare l’emergenza – ma che non sono più esposte della nostra; nonostante tutto continuiamo a prestare la nostra opera sul territorio e nelle strutture del SSN, contrastando senza strumenti all’altezza il Covid-19.

Inoltre rivolgo a Lei, come da espresso invito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’invito a valutare la possibilità di effettuare test di screening a risposta rapida in maniera sistematica a tutti noi farmacisti ed ai nostri collaboratori come soggetti a rischio, al fine di evitare di diventare “portatori” e rischiare di trasmettere il virus ai nostri pazienti e clienti. Come, alla luce delle recenti rapine serali alle farmacie (ed in questo anche la nostra provincia non ne è esente), sono a chiederLe di emendare la Sua Ordinanza del 17.03.2020 conformando l’orario di chiusura delle farmacie e parafarmacie a quello degli altri esercizi poiché, non avendo l’orario allineato e più lungo degli altri, i nostri servizi sono pericolosamente esposti in misura maggiore a reati predatori nelle città e paesi ormai non solo desolati ma anche deserti.

E’ una situazione inverosimile dove si obbliga con decreti le parafarmacie e le farmacie di territorio a restare aperte, ma esse non vengono messe nelle condizioni di effettuare il servizio in sicurezza tanto che, in ragione di una sovraesposizione ai rischi prima evidenziati e sottolineati, molti collaboratori iniziano ad interrogarsi se lavorare o meno; in ragione di ciò molte farmacie saranno costrette ad esercitare “a battenti chiusi” e ad essere penalizzati saranno i Cittadini che, con le strutture ospedaliere intasate, vedono, oggi più che mai, le farmacie come primo contatto del Servizio Sanitario Nazionale. Confidando in una Sua attenzione a quanto descritto, La saluto con cordialità.

IL PRESIDENTE
Dr. Riccardo Mastrangeli