1’ di lettura

Ennio, dolce papà, continua ad abbracciarli da lassù…

Immenso dolore per il giovane papà 37enne strappato all'amore dei figli e della moglie dopo il tremendo incidente di sabato sera.

I suoi due “ometti” nella foto del profilo, un’immagine pubblicata quasi un anno fa e mai più cambiata, a testimonianza imperitura di quali fossero le sue priorità. Ennio Marrocco era orgoglioso di essere papà: non serviva precisarlo, lo esternava chiaramente su Facebook proprio con quella fotografia. A una ventina di giorni dal Natale, la festa tanto attesa soprattutto dai più piccoli, ma stavolta anche dai grandi visto l’andamento del 2020, Ennio è stato strappato all’amore dei suoi figli, della moglie e delle tantissime persone che gli volevano bene.

Fa male, tremendamente male. Se è vero che non esiste un’età giusta per salutare un genitore, è vero ancor più che nessun bambino dovrebbe esser privato del papà o della mamma in tenera età. E invece niente, queste cose continuano ad accadere e a squassare i nostri cuori. Cosa dire ai piccoli… come dare conforto a una sposa che ora dovrà raddoppiare le proprie forze per fare da madre e da padre: domande che ogni volta non trovano mai risposta e quando si ripropongono suscitano tanta angoscia.

Emblematico il post pubblicato sul social dalla cugina del 37enne deceduto sabato sera a seguito di un terribile incidente stradale avvenuto sulla via Appia a Cassino: «Tra meno di un mese sarà Natale, Ennio non ci sarà». Esordisce così sul suo profilo la ragazza, che poi prosegue disegnando il futuro senza questo meraviglioso papà che non tornerà mai più a casa dalla sua famiglia: «Non ci sarà per festeggiare i compleanni dei figli, gli anniversari con la moglie, per la prima comunione o per i diciotto anni dei suoi cuccioli. Non sarà lì per insegnargli a guidare, per qualche dritta da uomo a uomo, non brinderà ai loro matrimoni o per la laurea». In tutte le date più belle e gratificanti dell’essere genitori, Ennio non sarà fisicamente con la sua famiglia.

«E’ mai possibile che tutto questo, una vita intera, possa improvvisamente sparire», domanda la ragazza senza un punto interrogativo, a riprova di quanto un dolore così grande possa sfiancare fino a perdere anche le forze per guardare il cielo e chiedere perché bisogna vivere giorni così tristi.

«Dalla luce al buio, dal desiderio di arrivare a casa per cenare con la famiglia, all’oscurità di un fosso in mezzo all’erba bagnata di un maledetto sabato sera», conclude la giovane, ricordandoci quanto è precaria la nostra esistenza, ma anche l’inconsistenza del tempo che corre così veloce da non concedere alcuna tregua, neanche nella tragedia. Ora ci sono due bambini da crescere e le famiglie si stringeranno intorno a loro e alla mamma, esattamente come avrebbe fatto Ennio. Questo sarà il modo più giusto per ricordarlo ed onorarlo.

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti