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ENZO DI STEFANO risponde al Direttore di Sora24: “Sono sempre stato disponibile al dialogo con Tersigni”

Caro Sacha,

Ho letto con molto interesse il  tuo intervento del 29 luglio sul giornale Sora24. Posso dire di condividerne pienamente lo spirito e le intenzioni, che riflettono la grande necessità del nostro territorio di trovare soluzioni che allontanino una volta per tutte la crisi e inneschino finalmente la ripresa.

Hai perfettamente ragione, dunque, quando scrivi che, in questo momento, Sora ha bisogno di unità e non di spaccature. Una condivisione di progetti seria e programmata, ne sono certo, potrebbe rappresentare un punto di svolta per il futuro di tutti.

È trascorso circa un mese da quando, dalle pagine di Sora24, era giunto un appello affinchè, insieme al sindaco Tersigni, ci si potesse confrontare esclusivamente su temi che riguardino la crescita della città. Ebbene, caro Sacha, la mia risposta, oggi come allora, è sempre la stessa: io ci sono. Ci sono, pronto per discutere del bene di Sora, pronto, come sempre del resto, ad accantonare ogni aspetto superfluo e a concentrarmi su quanto di più concreto si possa produrre.

La mia piena disponibilità, tuttavia, non può che partire da un presupposto che ritengo indispensabile, anche nel rispetto della volontà popolare: Sora ha un sindaco, che ha vinto le elezioni e che ha il dovere di governare. Sta principalmente a lui, pertanto, dimostrare la volontà di inaugurare una nuova stagione amministrativa.  Questo principio deve rimanere saldo per tutti, nel solo interesse di una chiarezza dei ruoli di cui c’è sempre più necessità.

Per quanto mi riguarda, invece, posso dire che da oltre un anno, nella veste di presidente dell’Ater, sto cercando di mettere in campo tutto il mio impegno per portare risultati tangibili: in sostanza, ho deciso di far parlare i fatti, rendendo pubbliche le iniziative dell’Azienda solo quando queste sono confortate da date e numeri ben definiti. Il ponte sul Liri e la nuova caserma, ma anche l’accordo con l’Asi per il nuovo istituto alberghiero e l’inizio dei lavori del contratto di quartiere, ne sono ampia dimostrazione.

Per concludere, non posso non essere d’accordo sul fatto che le divisioni non portano da nessuna parte e che, in passato, sono stati commessi molti errori che hanno determinato l’isolamento politico di Sora. Sono a disposizione di tutti per lavorare affinché questo non debba più accadere.

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