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Enzo Pirazzi interviene sulla questione lupi

In seguito alla vicenda del gregge che sarebbe stato sbranato da un branco di lupi, si rincorrono voci secondo le quali alcuni allevatori della zona starebbero pensando di “farsi giustizia da soli”, imbracciando il fucile e facendo strage di lupi. Per questa ragione riteniamo opportuno fare una serie di riflessioni che portino ad analizzare il fenomeno senza lasciarsi andare a “soluzioni” controproducenti e dannose. Appena 30-40 anni fa il lupo era diventato nel nostro paese un animale in via d’estinzione e solo grazie ad importanti iniziative di tutela e sensibilizzazione, partite dall’Abruzzo, questo meraviglioso ed utile animale ha pian piano riconquistato i propri spazi andando a colonizzare anche altre aree e valicando le frontiere nazionali. L’incremento della presenza del lupo e la sua diffusione non hanno causato alcun dramma, bensì in molte aree ciò ha favorito lo sviluppo del turismo, senza nessuna aggressione all’uomo e sostanzialmente nemmeno a mandrie e greggi ben custodite, con danni al bestiame contenuti entro limiti fisiologici. Nella sua espansione il lupo sta modificando le abitudini e preda oggi, nella maggior parte dei casi, animali non domestici, ma selvatici, anche in rapporto al grande incremento di cinghiali, caprioli e daini, esercitando le funzioni di contenimento dell’eccessiva espansione di ungulati. Studi sulla sua dieta, compiuti dagli anni ’70 ad oggi, dimostrano che parallelamente all’incremento degli ungulati selvatici vi è una significativa diminuzione della presenza del bestiame nella dieta del lupo. E’ necessario per questo verificare se si sia trattato in effetti di un attacco da parte di lupi, e non di cani inselvatichiti. Crediamo che le istituzioni locali dovrebbero dar vita ad una massiccia campagna informativa e di sensibilizzazione presso la popolazione e gli allevatori, per liberare il campo da credenze errate e fornire informazioni corrette su come affrontare la situazione. Gli attacchi al bestiame infatti avvengono quasi sempre se questo è allevato al pascolo brado, senza sorveglianza o recinzioni, o senza il supporto di un cane, ad esempio un pastore maremmano, il più grande deterrente nei confronti degli attacchi dei lupi. Ricordiamo infine che è assolutamente inutile e controproducente farsi “giustizia da soli”, considerato che esiste la possibilità di chiedere un risarcimento dei danni subiti, per questo le istituzioni si attivino immediatamente, anche perché è proprio il mancato risarcimento che spesso porta ad ritorsioni da parte degli allevatori. La normativa nazionale e internazionale inoltre tutelano in maniera molto rigorosa il lupo, che per la legge 157 è specie particolarmente protetta, per il cui abbattimento, cattura o detenzione sono previste sanzioni penali. Chiediamo per questo che le istituzioni preposte diano subito una risposta concreta e credibile, per evitare spiacevoli episodi e inutili e drammatiche mattanze.

Enzo Pirazzi – Coordinatore Verdi, ecologisti e civici provincia di Frosinone

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