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Episodio di omofobia a Sora: vittima un minorenne. Sdegno del mondo politico e dell’associazionismo

La foto manipolata da ignoti è stata diffusa tra gli studenti. La vicenda è finita su La Repubblica.

La scuola in presenza non è solo un voto“. Con questa fase scritta su un pezzo di cartone uno studente minorenne sorano intendeva far sentire la propria voce sottolineando l’importanza della didattica in presenza nell’epoca che stiamo vivendo, quella del Covid, un periodo storico che ha letteralmente troncato nostro malgrado le relazioni sociali, penalizzando particolarmente i più giovani.

La foto è stata poi manipolata e trasformata in una derisione di pessimo gusto. Al posto della frase sulla scuola qualcuno ha scritto (mediante un apposito software) “Sono frocio“, ovviamente con riferimento al ragazzo del cartello. A seguire il file è stato diffuso in una chat di studenti e qualche ora dopo era già sulle colonne de “La Repubblica“. Nel pomeriggio sono state diffuse varie note di sdegno da parte del mondo politico e dell’associazionismo. Le riportiamo integralmente di seguito.

Associazione Culturale Iniziativa Donne Sora

«Esprimiamo piena solidarietà al quindicenne vittima di bullismo, che ha avuto coraggio nel raccontare la sua storia. Prendiamo le distanze da comportamenti omofobi, restando sempre pronte a coltivare una cultura del rispetto. Invitiamo la Rete degli Studenti Medi di Sora a voler recitare in ogni scuola, in ogni classe della città Volsca il tanto caro articolo tre della Costituzione Italiana, facendo riflettere i giovanissimi sulle parole libertà e rispetto.

Art. 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Francesca Cerquozzi e On. Alessandro Zan (Partito Democratico)

«Come Partito democratico di Frosinone siamo vicini al ragazzo di Sora vittima del grave episodio di . È l’ennesima dimostrazione di quanto sia necessaria una specifica tutela giuridica per le  vittime  di  atti  di  violenza omotransfobica»

Così in una nota la responsabile diritti del Partito democratico di Frosinone, Francesca Cerquozzi.

«Con la nuova segreteria del Pd – prosegue – come già annunciato, costituiremo un tavolo permanente che affronti le questioni legate ai diritti. Sarà un luogo di elaborazione, di strategie ed azioni concrete per la tutela dei diritti di tutte le persone. Un tavolo al quale chiameremo a discutere rappresentanti istituzionali, società civile e mondo accademico e che coinvolgerà tutte le associazioni comprese quelle che si occupano di disabilità, discriminazioni razziali, religiose e di genere. C’è tanto da fare ma saremo in prima linea per difendere i diritti di tutte le persone e per far sì che  i tanti ragazzi vittime di violenza abbiamo la forza e il coraggio di denunciare. La politica – conclude – deve essere in grado di innescare una rivoluzione culturale su questi temi».

«Sono vicino al ragazzo di Sora – ha aggiunto il deputato Alessandro Zan -. Bisogna fare di tutto per tutelare lui e tutte le vittime di odio e violenza. Le Istituzioni non possono stare a guardare, per questo occorre andare avanti e approvare definitivamente la legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo. In tutti i paesi occidentali  esistono leggi che prevedono tutele rafforzate per persone oggetto di crimini d’odio. L’Italia è in ritardo e per questo accadono questi fatti tragici. La libertà di espressione non può più degenerare in incitamento all’odio e alla violenza».

Loreto Marcelli, Consigliere Regionale del Lazio

“Quanto accaduto allo studente di un Istituto scolastico di Sora, riportato da alcuni organi di stampa, è un atto gravissimo che richiama tutti noi, Istituzioni, genitori, studenti, ad una chiara e ferma condanna”. Queste le parole del consigliere Regionale e membro della Commissione scuola, politiche giovanili, pari opportunità, Loreto Marcelli. “Bullizzare una persona resta un comportamento esecrabile ed è ancor più grave se i motivi sono riconducibili a un diverso orientamento sessuale. Per quanto tali comportamenti definiscono chi li compie e non certo chi la subisce, trovo davvero sconfortante ma doveroso spiegare le ragioni per le quali, bullismo e omofobia siano azioni da condannare. Ragioni che trovano principio nella società, nell’educazione, nell’etica, nella legge, nel ricordare che “la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”, nell’articolo 3 della Costituzione. Sono sempre stato convinto che noi adulti abbiamo tanto da imparare dai giovani e il quindicenne di Sora, che con fiducia e convinzione ha denunciato quanto accaduto, è l’esempio di quella speranza che riponiamo nelle future generazioni, a lui il mio plauso e la mia solidarietà”.

Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone

«Contro ogni forma di violenza la parola chiave è responsabilità. Lo è contro la discriminazione, l’odio razziale, l’omofobia, il bullismo. L’episodio accaduto a Sora, dove un ragazzo viene deriso per aver espresso il proprio pensiero e discriminato per il proprio orientamento sessuale, ci richiama a un preciso dovere. Dobbiamo agire con forza affinché la cultura del rispetto, della tolleranza e dell’accettazione dell’altro vincano sul sistema dell’odio e della violenza. Genitori, insegnanti, rappresentanti politici e delle istituzioni, gestori dei social network: abbiamo tutti il dovere di insegnare ai nostri figli i valori del rispetto e della comprensione».

Così il presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, in merito all’episodio di bullismo che ha visto vittima uno studente di Sora.

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