giovedì 21 aprile 2016

“Ernenzo”: stasera incontro chiave per non sparire

Tersigni e Di Stefano questa sera s’incontreranno per sancire la loro alleanza in vista delle imminenti elezioni comunali, scrive stamane Luciano Nicolò su La Provincia Quotidiano. Ebbene, qualsiasi matrimonio d’interesse, sancito nei secoli dei secoli amen, impallidirebbe dinanzi a tale unione. Il perché è presto detto, del resto la matematica non è un’opinione e parla chiaro: se Tersigni e Di Stefano si mettono insieme lo fanno solo per non sparire dalla scena politica cittadina e non certo per il bene di Sora.

Se così non fosse, avrebbero accettato a tempo debito i numerosissimi ed intelligenti inviti all’unione, arrivati costantemente da ogni parte come in occasione delle elezioni regionali 2013, quando, con almeno 10 mila voti, avrebbero certamente piazzato un consigliere sorano in opposizione alla Pisana restituendo alla città la rappresentanza politica che merita. E invece niente: in quel periodo gli faceva comodo continuare a farsi la guerra fregandosene di tutti i problemi di Sora, su tutti l’emorragia di giovani costretti a partire per trovare lavoro e benessere. Difatti, l’amministrazione candidò Valter Tersigni, fratello del Sindaco, e lo mandò a sbattere frontalmente contro un Eurostar: solo 3.997 voti a Sora (noi in redazione scommettemmo 4.000, ma gli “strateghi da cantina” gli fecero credere che avrebbe superato le 8.000 preferenze). Tersigni, difatti, era sì il candidato espressione della maggioranza consiliare, ma solo a parole, in quanto vari elementi della stessa non s’impegnarono affatto per farlo eleggere.

Oggi, a distanza di tre anni, dopo aver negato alla città di Sora 15 anni di rappresentanza politica in Regione, in Parlamento e al Senato, e, tra l’altro, dopo aver umiliato per due volte l’orgoglio sportivo cittadino (30 Giugno 2005 e 22 Luglio 2015), i due “nemici”, convinti che i sorani siano dei poveri allocchi ed abbiano dimenticato i loro sciagurati comportamenti, hanno deciso di stringersi la mano perché hanno paura di sparire e perché non hanno il coraggio di rischiare.

L’asserto è facilmente dimostrabile attraverso i numeri. Partiamo da Tersigni: nel 2011 ottenne circa 8.300 voti e aveva a bordo della sua nave i vari Di Carlo, Iula, Lecce e Farina, ma soprattutto godeva della grande spinta de Il Popolo della Libertà (che lo aiutò anche a prendere 3.000 voti alle Provinciali del 2009), basti ricordare la famosa telefonata nel tendone elettorale di viale San Domenico con Silvio Berlusconi. Quanto a Di Stefano, è messo sicuramente peggio a causa del suo sciagurato assolutismo, della sconfitta al ballottaggio con Tersigni nel 2011 e della mancata ricandidatura in Regione nel 2013. L’ex uomo dei record ha perso Baratta e Caschera, qualcosa come 600 voti in due; ha perso Petricca e Corona, oggi con Tersigni, ma soprattutto ha perso sé stesso. E potrebbe perdere anche la faccia, politicamente parlando, se stasera accettasse di fare il mozzo sulla nave del sindaco uscente. In sintesi: si uniscono alle elezioni perché non hanno alternative.

Ad ogni modo non si illuda di poter governare, il Di Stefano, poiché la finta alleanza con Tersigni è una bomba a orologeria che esploderà il giorno dopo le elezioni. Questo matrimonio d’interesse è solo un mezzo per restare a galla oggi con l’obiettivo di riorganizzarsi domani, ritrovare le pecorelle smarrrite e tornare a farsi la guerra alla faccia di Sora e dei Sorani.

“Ernenzo” è terrorizzato da una eventuale vittoria di De Donatis, Vinciguerra o Pintori, perché in tal caso verrebbe sancita la fine politica della classe anni ‘40/’50: questa è l’unica verità. La saga finirebbe, le luci del circus si spegnerebbero e per loro si aprirebbero le porte dell’anonimato, nella mesta attesa di ritrovarsi tra qualche mese alla villa comunale ricordando i bei tempi e tra cento anni dalle parti di via Marsicana. Ecco perché si mettono insieme: non è per Sora, ma per paura…

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