17 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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“Essere eremiti oggi”, lectio presso il Polo Universitario di Sora

Si è svolto ieri pomeriggio in una gremita aula magna del Polo universitario di Sora il convegno di studio: “Storie e leggende di montagna”, organizzato dal Club Alpino Italiano, Sezione di Sora, in occasione della presentazione del volume di Lucio Meglio sugli Eremi della Diocesi di Sora, Aquino e Pontecorvo. L’incontro è stato aperto dal presidente della locale sezione CAI, Antonio Farinelli, che, nel presentare al vescovo diocesano mons. Gerardo Antonazzo l’attività del sodalizio sorano, uno dei più antichi della Regione fondato nel 1927, ha sottolineato l’importanza della riscoperta di questi luoghi di spirito, come gli Eremi, per avvicinare le persone alla scoperta della montagna. Dopo il presidente ha preso la parola il prof. Maurizio Esposito, responsabile scientifico dell’Osservatorio di ricerca sociale applicata dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che ha portato ai convenuti il saluto del Magnifico Rettore, evidenziando la mission di un polo universitario locale che è quello di aprirsi al territorio per incentivarne la ricerca, lo studio e l’incontro con gli attori istituzionali e dell’associazionismo civile.

A questo punto ha preso la parola il vescovo Antonazzo, che in un accorato ed erudito intervento ha presentato il testo di Lucio Meglio, soffermandosi sul significato che la vita eremitica può avere oggi, nella società tecnologica e super globalizzata. Il vescovo ha anche affermato che nonostante provenga dalla punta del tacco d’Italia (Santa Maria di Leuca) è un grande appassionato di montagna, essendosi più volte recato in passato a sciare qui sui nostri monti. In finale ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale di Sora l’Assessore alla mobilità Francesco Ganino, ringraziando l’autore di aver ancora una volta stimolato un dibattito culturale all’interno della città volsca.

Le conclusioni sono state affidate a Lucio Meglio, docente dell’ateneo cassinate ed autore del volume, che ne ha rimarcato l’utilità dal punto di vista turistico per incentivare la conoscenza al grande pubblico di luoghi e paesaggi incontaminati che costituiscono un ottimo volano di crescita del nostro territorio. È difatti l’ambiente naturale che ci circonda, assieme al patrimonio culturale, il vero “talento” della nostra città, sul quale investire per e con le nuove generazioni. Una società che investe e guarda al passato non può avere speranza nel futuro. Infine un augurio a chi, soprattutto agli amanti della montagna, con l’aiuto di questo libro, vorrà avventurarsi nella scoperta di questi luoghi, il consiglio di farsi inebriare dalla bellezza folgorante e struggente dei loro paesaggi, tra i  quali percepire l’armonia dolcissima della natura e dello spirito.

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