lunedì 14 agosto 2017

ESTATE SORANA 2017 – Il Terzo Giorno: L’EPILOGO

Non esistono uomini e donne mostruosi a prescindere, la vita ci fa vincenti e sconfitti in una partita dove l'unico premio in palio è ricevere rispetto.

Aggiornamento delle 09:00 – Tornati a casa dopo i balli, i due in perfetto silenzio sono scomparsi alla vista di tutti. Non un rumore, non un sussulto né fruscio nella notte ha dato modo di supporre, dedurre, immaginare gli sviluppi della situazione. Avranno dialogato? Avranno posto le basi per un recupero del loro rapporto? Lei avrà confessato l’identità del misterioso interlocutore telefonico? Lui, il fisicato, tace. Perché tace? Avrà in mente qualcosa di forte? Oppure lascerà correre in nome della pace familiare?

Aggiornamento delle ore 15:30 – L’opulenta appena docciata, fa mostra di sé in giardino, mollemente avvolta in un telo mare formato famiglia che a stento la copre per intero. Complice la brezza e la sfrontata disinvoltura della callipigia, qualche lembo del telo, svolazzando, lascia intravedere, in posizione farfalla di Belén, un tatuaggio che, data la location appenninica e la mole della esagerata donzella, somiglia più all’autoctona aquila reale che al lepidottero della sudamericana attrice. Contemporanea alla sfrontatezza dell’opulenta, l’attività nervosa e risolutiva del fisicato appare determinata a chiudere la partita. Ebbene sì, egli lancia sguardi pieni di odio e di repressa rabbia nei confronti di colei che ora si pavoneggia in giardino, muovendo le sue grazie al suon di una lambada, vestendosi di pochi e discinti abiti. Ella si muove mollemente, la sua opulenza assume ora la valenza del richiamo delle sirene di Ulisse. Scena per alcuni orripilante, ma che secondo me va valutata secondo altri parametri. Innanzitutto cosa sarà accaduto nel breve lasso temporale di sole due ore, quando lei in virtù della notevole massa superava il fisicato in volata inforcando la sua bici in discesa? Una sfida? Un affronto? Una cinica voglia di ferirlo? Donna dura e determinata, senza dubbio! La squadra investigativa ora è mimetizzata tra i cespugli d’intorno e riferisce che il colloquio telefonico con il misterioso interlocutore si infittisce e le parole come “pensoti” e “amoti” cadenzano un ritmo sempre meno sopportabile dal muscoloso part time partner, che assiste rabbioso ma dignitoso. Cosa aspettarsi nelle prossime ore? Avrà lei confessato la probabile parallela liaison d’amour? Le premesse non sono favorevoli ad un esito positivo della tesa situazione. Nell’attesa degli eventi, qualche riflessione è d’obbligo. Sarassi lei concessa ieri, tanto per placare l’animo del fisicato? Lo avrà fatto per prender tempo? Coverà ella un piano nel quale entrerà in scena colui che tanto mancavale e tanto pensavalo? L’angoscia si è impadronita degli astanti, il vento sferza con forza i rami, le luci esasperano i contrasti… non ci resta che attendere.

Aggiornamento ore 23:00 – L’EPILOGO – BASTA, adesso davvero BASTA… è con queste parole che il fisicato le si è presentato davanti con sguardo duro, gli occhi fuori dalle orbite, il mento tremante e le mani aperte e protese, come volesse aggredirla. Il fatto è che per ore il muscoloso part time lover assisteva silenzioso al perfido insistere della donna nel messaggiare con colui del quale lui probabilmente aveva ormai avuto sicura cognizione. Ci si sarebbe aspettati una reazione della perfida, quantomeno adeguata alla veemenza del partner ed invece? Poche parole: «fai come vuoi, ormai sai tutto, se vuoi vattene e lasciami qui». Se un fulmine avesse colpito in piena schiena il poveretto, ebbene non sarebbe stato lo stesso. Lasciando cadere le braccia, spegnendo di colpo l’espressione di rabbia, mutandola in un mesto stupore, balbettando tristemente è rientrato in casa restando lì in silenzio per almeno un’ora. Dopo questo tempo lui è riapparso con i bagagli di entrambi già pronti per la partenza e senza dire altro, se non «andiamo», ha aperto il bagagliaio della macchina e ha atteso che lei fosse pronta. In dieci minuti l’opulenta con espressione neutra e indifferente è salita in macchina e i due sono partiti. Tutti coloro che nei pochi giorni trascorsi hanno giocoforza assistito al declino di una promettente love story, sono ora attoniti e muti e guardano lo spazio lasciato vuoto e ferito da cotanta protervia e da altrettanta umiliazione. Ora qui ci si incontra e ci si saluta a stento, siamo costernati.

Giunge ora il momento della riflessione, almeno per trovare una positività nella vicenda che tanto strazia ora il povero muscoloso. Lei, sicuramente mossa da un’incontenibile passione, si è comportata con apparente crudeltà, ma cosa sappiamo dei motivi che l’hanno sostenuta nel suo crudo agire? E se lei avesse eletto proprio questo momento per ribadire il suo diritto alla felicità? Cosa ne sappiamo delle fratture preesistenti nel loro rapporto di coppia? Come facciamo ad escludere che il fisicato non abbia voluto o saputo leggere i messaggi che l’opulenta gli trasmetteva? Nulla da dire ancora, nessun giudizio da esprimere, nessuna colpa da attribuire, una sola e conclusiva verità, l’amore nasce, vive e muore, alle volte si ammala e non guarisce, alle volte si salva e diventa altro. Non esistono uomini e donne mostruosi a prescindere, la vita ci fa vincenti e sconfitti in una partita dove l’unico premio in palio è ricevere rispetto.

Giovanni Forletta

Commenti

wpDiscuz
Menu