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Fausto Baratta: «Il crollo del ponte? Anche questo è decoro urbano»

«In merito al crollo del ponte lamellare in legno del parco ‘La Posta’ di San Domenico, bisogna innanzitutto tirare un sospiro di sollievo, dal momento che nessuno si è fatto male. Specificato questo fondamentale aspetto, ed anche in considerazione dell’attuale stato dell’altro ponte in zona San Rocco, è utile ragionare sulle tante cicatrici che stanno letteralmente deturpando l’immagine di Sora. Il ponte cadente rappresentava il biglietto da visita, più deprimente che mai, di una città abbandonata a se stessa anche negli aspetti più semplici da curare. Ora, a differenza di qualche settimana fa, il biglietto da visita, proprio di fronte ai padiglioni fieristici, è un ponte crollato, con un altro che sembra ben avviato verso lo stesso destino. È fin troppo chiaro, dunque, che alla fine, ponte o marciapiede, strade o giardini o spazi verdi, è sempre una questione di decoro urbano. Un valore che, stando alle dichiarazioni del 2011, avrebbe dovuto rappresentare la spina dorsale del loro impegno. Alla resa dei conti, però, questa spina dorsale è risultata sin troppo fragile. Inutile girarci attorno: la città cade a pezzi. Nessuna attenzione all’immagine di Sora: questo il risultato prevedibile di tre anni di disastro amministrativo. E pensare che, per dare spazio e visibilità al decoro urbano, si è addirittura scelto di assegnare la delega ad un consigliere comunale di peso che, fatta eccezione per qualche aiuola, ha saggiamente scelto di rimanere in silenzio di fronte al suo fallimento.

Evidentemente, come ci insegnano anche gli ultimi avvenimenti, si preferisce distribuire incarichi a destra a manca, piuttosto che dedicarsi veramente al governo della città. Prima ho fatto riferimento a delle cicatrici che imbruttiscono Sora: esempio lampante ne è anche l’incredibile scempio dei marciapiedi di via Regina Elena. Non solo, infatti, si è deciso di renderli accessibili al traffico urbano, ma addirittura quest’opera è stata praticamente abbandonata a metà! E non è tutto: la periferia cittadina è stata abbandonata del tutto e giace in uno stato di incuria che, a volte, sfocia nella vera emergenza. Infine, un particolare che molti sembrano non conoscere o aver dimenticato: le rotatorie sono state apposte con il decisivo contributo dei cittadini e dei commercianti, non certo come conseguenza dell’impegno dell’amministrazione!

E allora: di cosa vogliamo parlare? Della buona amministrazione? Dell’attenzione ai particolari, anche estetici, come simbolo di cura e attaccamento a Sora ed ai Sorani?  I risultati sono sotto gli occhi di tutti: rispetto al 2011 la situazione è precipitata, e i nomi dei responsabili sono sotto gli occhi di tutti.»

Il Consigliere comunale Fausto Baratta

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