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Ferrovia Avezzano-Sora-Roccasecca: il 13 gennaio 1915 ci salvò la vita, non dimentichiamolo MAI

La difesa di questa linea ferroviaria non è soltanto limitata a mantenere vivi i ricordi del passato che fu. Non è soltanto dire: “i nostri padri hanno faticato tanto per ottenere e realizzare quello che oggi vogliamo liquidare in quattro e quattr’otto”. Difendere la Roccasecca Avezzano significa non privarci di una via di comunicazione. Significa mantenere in vita un mezzo di trasporto destinato, in prospettiva futura, ad essere una più che valida alternativa alla strada (e se pensiamo a quanto è pericolosa la “superstrada” Avezzano Cassino…). Significa non privarci di un mezzo sul quale buona parte dell’Europa investe per un mobilità sostenibile (e noi qui chiudiamo).

Questo post pubblicato sulla pagina FbSalviamo la ferrovia Avezzano-Roccasecca“, che in pochi giorni ha già raccolto 370 “Mi Piace”, è più che sufficiente per capire che la tratta a rischio chiusura è molto importante per i cittadini, soprattutto quelli più giovani. Sono proprio loro che comprendono meglio di tutti l’importanza della linea, perché la utilizzano ogni giorno per recarsi a scuola a Sora, a Isola del Liri (dove li aspetta la navetta per l’Itis) o all’Università di Cassino. Alcuni dei treni che partono da Avezzano e passano per Sora, difatti, non si fermano definitivamente a Roccasecca ma continuano la marcia fino alla stazione di Cassino.

Anch’io l’ho utilizzata per anni la nostra cara vecchia ferrovia. E insieme a me tanti altri ragazzi del sorano. Tutti insieme frequentavamo l’università cassinate e viaggiavamo con il treno delle 8:00 all’andata e con quello delle 14:02 o delle 17:08 al ritorno. Quando salivamo a Sora, sul convoglio incontravamo altri studenti di Pero dei Santi, Morino, Civitella, Balsorano ecc, anche loro diretti nella Città Martire per gli studi universitari. Nel vagone scherzavamo, discutevamo, potevamo giocare anche a briscola favoriti come eravamo dalla disposizione dei sedili. Non avevamo gli smartphone, certo, ma ci divertivamo lo stesso.

Abbiamo utilizzato anche l’autobus per recarci a Cassino. Ebbene, non c’era confronto in quanto a qualità del viaggio. Il treno, difatti, era (ed è) complessivamente più comodo e veloce.

Indipendentemente da tutto quanto appena scritto, tuttavia, c’è una cosa che va sottolineata e che va ben oltre ogni logica politica, economica e sociale: il 13 Gennaio del 1915 la Ferrovia Avezzano-Sora-Roccasecca ci salvò la vita. La presenza della tratta, difatti, fu di fondamentale importanza nella gestione dell’emergenza post-terremoto. Solo per questo motivo, essendo la nostra una zona a dir poco sismica, dovremmo difenderla con artigli di tigre, quasi si trattasse di un membro della nostra famiglia.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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