18 dicembre 2014 redazione@sora24.it
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FIGLI DI UN DIO MINORE (di Rodolfo Damiani)

La puntuale e lucida analisi economica sulla nazione di Rodolfo Damiani.

Non ho mai assunto con soddisfazione la figura del “piagnone” ho sempre cercato di fare analisi lucide, pragmatiche e generalmente proponendo alternative. Non voglio generare equivoci neanche questa volta. Negli ultimi mesi ho avuto modo di confrontarmi a tutti i livelli sui problemi attuali e soprattutto ho dovuto subire gli attacchi di chi non ha nulla e a cui si riesce a togliere qualcosa anche dal nulla. Emblematica l’evoluzione economica in negativo a fronte di provvedimenti deflattivi operati attraversa le tariffe e le manovre sui servizi.

Prendiamo a campione gli ultimi 5 anni: l’acqua è aumentata nei 16 capoluoghi campione del 37% medio, con Milano alle tariffe più basse e un 30% di incremento e Firenze, la più alta come tariffa e un aumento nella media, poi ci sono Roma, con un incremento del 42%, Bologna 49%, Trieste 53% e Napoli 79%. A Milano due persone spendono circa 250% in meno che a Firenze e per una famiglia di cinque persone la differenza sale al 425%.

Nel 2011 le Regioni hanno cercato di limitare i poteri degli ATO, ma non è cambiato molto. Alla fine del 2012 sembrava che la Autorità per l’energia e il gas potessero limitare i poteri degli ATO, ma sembra che nulla sia cambiato. Diagnosi: è un regalo fatto al privato, è una resa ai poteri forti. Cura: l’acqua è un bene essenziale e vitale come l’aria, non può servire a incrementare patrimoni, che oltretutto non investono in Italia.

Energia: il petrolio è ormai a circa la metà della fine del 2013, non mi sembra che ci sia un decremento analogo nel costo alla pompa. Si dice che le centrali elettriche consumano petrolio, per questo le tariffe salgono di pari passo, ma non mi sembra che siano calate. Diagnosi: è una truffa continua al cittadino. Cura: tornare a controllare le tariffe e a ufficializzare i costi, anche di questo settore il 92% degli introiti va all’estero.

Questo stato sta abbandonando la sua configurazione di Stato di Diritto, infatti, noi non abbiamo una tassazione che opera come dice la costituzione. Lo Stato opera presunti risparmi, l’ammontare delle tasse resta invariato, i comuni a cui lo stato decurta i fondi si rivalgono in modo vessatorio sui cittadini. Diagnosi: basta con i dilettanti, basta con le cupole, basta con la mano leggera nei confronti dei potenti. Cura: la legge uguale per tutti, i reati contro lo Stato e al patrimonio dello stato vanno giudicati per direttissima e non si da luogo a servizi civili, per scherzo, o a domiciliari, intendendo il domicilio tutta l’Italia.

In ultimo, malgrado la pressione fiscale aumenta, gli introiti dello stato diminuiscono. Avete presente la curva di Carnot? Abbiamo svettato, abbiamo tirato tanto la corda che, superato il punto di equilibrio superiore, siamo scesi nel quadrante degli introiti decrescenti. Diagnosi: i dilettanti di economia debbono andare a casa, la Nazione a due velocità non paga, paga la ricchezza relativa diffusa. Cura: riavviciniamo le estreme: chi ha troppo e chi non ha niente, e magari per le industrie italiane reintroduciamo la quota obbligatoria da produrre in Italia e magari l’imponibile di mano d’opera. Scusatemi, non sarebbe ora di fare i conti con gli Agnelli?

Rodolfo Damiani

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