mercoledì 12 luglio 2017 1.108 VISUALIZZAZIONI

Fiume in secca, altolà di Verde Liri: è naturale, no a interventi “muscolari”. Il problema è la diga, va demolita

Lo sbarramento realizzato negli anni scorsi, spiega l'associazione, è un manufatto che determina un invaso fluviale, impedisce il naturale scorrimento delle acque e trattiene nel fondo del bacino masse di fanghi ricchi di sostanze azotate e inquinanti atti a innescare sviluppi vegetativi incontrollabili.

«Nell’attraversare il centro urbano di Sora le acque del Liri in eccezionale magra sembrano provocare riflessi ecologici e paesaggistici inusuali e problematici. L’eccessiva presenza di vegetazione acquatica, l’estendersi di plaghe galleggianti, di mucillagini e alghe, i residui solidi non biodegradabili cosparsi e impigliati in più punti nei pressi dei ponti certamente non sono gradevoli alla vista». Così, in una nota stampa dedicata alla eccezionale secca del fiume, l’associazione Verde Liri.

«Ma qualora l’evento siccitoso dovesse prolungarsi, come è probabile – domandano i membri dell’associazione – quali più serie conseguenze potrebbero esserci? È saggio nel corso di queste emergenze intraprendere lavori nell’alveo del fiume come viene paventato?».

Tali quesiti, per Verde Liri, vanno affrontati non senza tener conto dell’aspetto tecnico della vicenda. Come riportato nella nota, «occorre osservare meglio alcuni aspetti biologici di questo particolare assetto fluviale che in questo periodo estivo è funzionale alla riproduzione della flora, della fauna ittica e a molte altre forme di vita. La vegetazione acquatica invasivamente rappresentata da una pianta macrofita radicata da noi identificata come Millefoglio d’acqua (Myriophllum spicatum) dimostra che nel Liri è presente un forte carico di sostanze organiche inquinanti insieme a fosfati e nitrati. Questa pianta – prosegue la nota – assorbe molti di questi inquinanti e ombreggiando raffredda le acque, migliorando la qualità complessiva dell’ambiente fluviale. Per effetto di queste discrete condizioni ecologiche, in questi giorni, nelle parti brecciose dell’alveo abbiamo assistito alla schiusa delle uova di diverse specie ittiche fra cui barbi, tinche, cavedani e trote, che trovano l’ambiente ideale di riproduzione proprio nelle secche fra i ponti della città e nei raschi coperti dalle piante acquatiche. Oltre a una foltissima fauna ittica, numerosi altri abitatori hanno buone possibilità di sopravvivenza in questo periodo di ritiro e parziale impaludamento delle acque; anfibi, germani reali, gallinelle d’acqua sul bagnasciuga; bellissimi e rari predatori come la nitticora e l’airone nelle acque. Non bisogna quindi troppo temere i momenti di magra del fiume – sottolinea Verde Liri – i quali invece sono utili a raggiungere nuovi equilibri nella biocenosi di questo ambiente».

Se la Natura non ha colpe e fa semplicemente il suo corso, lo stesso non di può dire dell’uomo, che secondo Verde Liri è il principale responsabile dei prolemi ecologici: «La scarsa funzionalità di depuratori a monte della città – si legge nel testo a cura dell’associazione – ci consegna infatti delle acque che, come dichiara in una nota a noi giunta dall’agenzia ARPA di Frosinone “con significativa contaminazione antropica del corpo idrico” a questa costante condizione negativa dobbiamo aggiungere i frequenti episodi di intorbidamento del fiume probabilmente provocato da aperture repentine e pulizia di invasi idrici a monte di Sora. Altro importante fattore di squilibrio – prosegue Verde Liri – si è poi verificato nell’anno passato: quando sono stati eseguiti delle modifiche all’alveo del Liri nella zona di Compre, lavori che hanno comportato per mesi un forte dilavamento di fanghi e sostanze nutritive che si sono necessariamente scaricate a valle. Un ulteriore grave disturbo alla fisiologia naturale del fiume è poi stato causato dalla costruzione del contestato sbarramento presso il ponte Vaughan voluto dalla passata amministrazione, un manufatto che determina un invaso fluviale, impedisce il naturale scorrimento delle acque e trattiene nel fondo del bacino masse di fanghi ricchi di sostanze azotate e inquinanti atti a innescare sviluppi vegetativi incontrollabili».

Per Verde Liri, insomma, la soluzione al problema è rappresentata dall’abbattimento della diga: «Già dai primi mesi del 2016 infatti – spiega il sodalizio – la Regione Lazio ha ordinato la demolizione di questa infelice e pericolosa opera, da noi a suo tempo fortemente osteggiata presso tutti gli Enti competenti; si spera che il Comune di Sora al più presto elimini tale struttura oramai fatiscente».

Infine alcuni riferimenti agli interventi effettuati con escavatori nel 2007 e nel 2011: «C’è da rammaricarsi per il danno provocato da diversi massicci scavi operati nell’alveo cittadino negli ultimi anni, tutti realizzati senza tenere conto della ecologia del fiume e delle sue sponde; ambiente naturale continuamente sconvolto con mezzi meccanici, interventi in cui rimuovendo dal fondo fluviale e sulle sponde le sostanze nutritive si è stimolato un abnorme ricrescita vegetale».

La conclusione, a seguito di questa lunga e articolata disamina, è univoca e perentoria: via la diga e no a nuovi interventi “muscolari”. «A nostro parere – afferma Verde Liri – eventuali nuovi fondi pubblici devono essere utilizzati per abbattere lo sbarramento di ponte Waughan che come si è detto produce ristagni delle acque nel centro cittadino. Onerose e dannose campagne di rimozione dell’attuale composizione floristica del fondo fluviale o nuove modifiche alla sezione dell’alveo non potranno a nostro avviso che peggiorare la situazione. E’ ormai noto in campo scientifico che in questi ambienti occorre operare invece con sistemi manuali per limitare gli eccessi vegetativi senza intorpidire le acque in questo periodo interessate alla riproduzione della fauna. Occorre però contrastare le cause che determinano gli squilibri ecologici e i problemi igienici e non gli effetti. Crediamo quindi necessario che l’Amministrazione Comunale si impegni, presso gli Enti competenti, affinché sia raggiunta una migliore qualità delle acque del fiume Liri, che già dal dicembre del 2015 avrebbe dovuto essere, secondo le Direttive Comunitarie, in stato ambientale Buono. Crediamo – chiude Verde Liri – necessario migliorare i sistemi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali, inoltre. inoltre potrebbe essere costituito un nucleo di operatori fluviali con interventi di manutenzione costante sul fiume attraverso però l’interessamento degli esperti in materia e delle associazione ambientaliste della città».

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