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Forza del SUD, con il caso Rea ripropone un serio interrogativo: “E’ possibile il ricambio della classe politica?”

Massimiliano Bruni, a seguito dell’estromissione dell’ex assessore Rea, propone all’attenzione dell’opinione pubblica alcune considerazioni. Pur non entrando nel merito e nei particolari sulle motivazioni che hanno spinto il sindaco ad   estromettere una persona che è risultato fondamentale per la propria elezione, rimango,esterrefatto dalle dichiarazioni del primo cittadino e particolarmente quando lo stesso dichiara “che le scelte vanno condivise con il gruppo, sempre se si ritiene appartenenti ad un gruppo” è da qui che intendo partire perché questa sua affermazione doveva avere valore anche quando si doveva decidere chi doveva essere il candidato a sindaco del PDL.

Per tale motivo, tutti si ricordano le animate discussioni del sottoscritto in quel periodo e molti si ricordano le motivazioni e le battaglie del mio gruppo tendenti a sostenere una ferrea difesa e volontà che desiderava, solamente, proporre una nuova classe politica con a capo una persona nuova. Tutti si ricordano le strategie portate avanti dagli attuali protagonisti di questa amministrazione, sfuggivano dalle discussioni in quanto non dovevano esserci discussioni tanto il sindaco del PDL era stato già deciso nel palazzo provinciale e romano e, di tutto ciò, oggi ne abbiamo le prove, non si può dimenticare il commissariamneto del partito del PDL nella persona dell’attuale vice coordinatore Adriano Roma che ci impose di non fare altri nomi (Alberto La Rocca) previa esclusione dal movimento stesso,non si può barattare la propria candidatura a sindaco con la stessa corrente politica (Pallone- Abbruzzese) e far mancare alla nostra città un proprio rappresentante in giunta, anche perché; il danno oltre ad esserlo per la città lo è anche per tutta la destra al quale noi facciamo parte.

Ancor di più rispetto al recente passato continuo a sostenere che, l’attuale classe dirigenziale del centro destra ha la necessità di rinnovarsi nelle persone e soprattutto nelle idee, l’uscita dal Popolo delle Libertà è stato chiaramente sacrificante, particolarmente per me che sono stato uno dei primi fondatori rispetto a chi oggi ne è il leader ma, a seguito di tutto ciò credo che un’altra destra nella nostra città si può e si deve avere partendo, però, dal concetto che bisogna eliminare la figura del politico di professione che si ripropone da padre in figlio ed è anche oggi il caso di dirlo, da figlio in padre.

Tutto questo cosa significa? Non tutti sanno che in Italia gli under 35 al potere sono appena lo 0,1%, in Cina sono quasi il 30% in Germania il 14%, il nostro paese sconta un grande ricambio generazionale e questa lentezza che rende il nostro sistema obsoleto, pertanto; quello che mi chiedo e che domando è: Come si può accreditare una nuova classe dirigente ?

Personalmente ritengo, come all’ora, che dai giovani sia arrivato il momento di fronteggiare questi dinosauri allo stesso modo come fecero gli stessi quarant’anni fa durante il Sessantotto, capaci di dare una spallata a tutta una classe di vecchi che gestiva ogni forma di potere al fine di liberare ruoli a vita, dentro l’amministrazione pubblica e dentro la politica.

Gli ex Sessantottini hanno scacciato i padri padroni e si sono conquistati le redini del Paese e i noti fatti accaduti all’interno di questa maggioranza ha di fatto condannato un giovane che rappresentava la nuova classe politica nella nostra città e, se non si pone tutti insieme un rimedio, domani toccherà la stessa sorte ad un’altro giovane e, per tutto ciò, abbiamo il dovere di dimostrare che siamo figli di un tempo diverso.

Massimiliano Bruni                                            

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