GALLINARO – Estemporanea di pittura a Gallinaro dedicata ai modelli e modelle della nostra Terra

Sono molti i quadri, le sculture che sono nati grazie all’intuizione dell’artista ispirato da modelli e modelle della nostra Terra. Era questa la regola artistica in voga soprattutto nel periodo tra il 1800 e il 1900. Autori come Manet, Degas, Renoir, Corot, Rodin, Van Gogh, Picasso, Matisse hanno avuto come modelli ispiratori, uomini e donne in massima parte provenienti dai comuni e dai territori della Valcomino. Un esempio su tutti, Rosalina Pesce, che ha dato i propri tratti alla celeberrima Semeuse di Oscar Roty (Jargeau, Museo Roty), presente sulle monete d’argento francesi, sui francobolli e oggi anche sull’euro.

Il Comune di Gallinaro, in collaborazione con la locale Pro loco e con lo stesso Santulli, ha voluto dedicare a questa peculiarità del territorio una Estemporanea di pittura ospitata nel centro della caratteristica cittadina della Valcomino. All’evento di Gallinaro, a cui erano presenti il Sindaco della cittadina Pietro Volante e i membri della locale amministrazione, ha partecipato anche l’Assessore provinciale alla Cultura Antonio Abbate, che ha voluto patrocinare l’iniziativa.

“Tra le tante manifestazioni che arricchiscono l’estate nei comuni del nostro territorio – ha spiegato Abbate – ciò che è stato realizzato a Gallinaro merita una sottolineatura particolare. Infatti si tratta di una manifestazione che, oltre al taglio culturale tout court, pone l’attenzione su un aspetto della nostra storia e delle nostre tradizioni ai più sconosciuto.

Il nostro territorio, tra i tanti meriti in campo artistico, ha anche quello di aver ispirato in un determinato periodo storico, a cavallo tra il 1800 e il 1900, i più famosi pittori e scultori del mondo attraverso i cosiddetti modelli e modelle che posavano per le opere. Fino a poco tempo fa non si conosceva l’origine precisa di questi uomini e di queste donne, quasi tutti nativi della zona della Valcomino, definiti in maniera sommaria italiani o al massimo romani o abbruzzesi. Invece appartengono a questa terra fertile e feconda per la cultura e per l’arte. Una tradizione di cui dobbiamo essere orgogliosi, che dobbiamo rivendicare, che dobbiamo custodire e promuovere, dimostrando con i fatti, con i personaggi, con le opere prodotte, quanto ha concorso la provincia di Frosinone al progresso sociale, culturale ed artistico dell’occidente intero. Per questo mi complimento con gli autori della iniziativa, con l’Amministrazione di Gallinaro e la locale Pro Loco”.

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