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Gennaio a Sora: gli anniversari, le cerimonie, gli appuntamenti, gli incontri.

Duemiladodici: un po’ la Sora che verrà. Si è presentato ricco di tanti propositi questo anno nuovo, ma anche intriso di forti preoccupazioni, di mille pensieri e di innumerevoli incertezze. Nonostante tutto, a Sora il 2012 si affaccia consegnandoci anniversari, cerimonie, occasioni di incontro e di appuntamenti che, per tradizione e per antica consuetudine, si ripetono puntualmente. È un elenco di momenti che “sanno” di “Sora” e di “soranità”. Momenti, comunque, con una forte e caratteristica valenza dal tipico “sapore locale”. Ne mettiamo in evidenza alcuni, tra i più significativi. Cominciamo subito. Intanto il vescovo diocesano, mons. Filippo Iannone, dopo il “Te Deum” del 31 dicembre 2011, ha consegnato ai presenti nella Chiesa di S. Restituta, il messaggio del Santo Padre, Benedetto XVI, per la “Giornata Mondiale della Pace”, ricordata anche in Cattedrale alle ore 17:00, con la celebrazione eucaristica del 1° Gennaio.

Il giorno 12 ci fa ricordare quando nel 1745, papa Benedetto XIV, conferì al cardinale sorano “Cesare Baronio”, il titolo di ”Venerabile”. Ora nel 2012, a 267 anni di distanza, si spera che riprenda maggiore vigore la “causa di Canonizzazione”, “attesa l’importanza, nella storia e nella spiritualità filippina, del grande sorano, discepolo di S. Filippo Neri”. Il 13 gennaio ricorre il 97° anniversario del terribile terremoto del 1915, quello della “Marsica”, quando alle 7,30 del mattino furono sufficienti pochi secondi a distruggere l’ottanta per cento dell’abitato sorano, con decine di vittime. Una lapide sulla facciata esterna del Comune, lungo il Corso Volsci, riporta a quel tremendo sisma. Su questa lapide sempre vi viene deposta una corona di fiori a cura dell’Amministrazione Comunale. Il giorno 17 si fa memoria di “S. Antòne Abate” , attualmente assente per forza maggiore, nella sua tipica chiesetta che domina Sora.

Ma il luogo sacro sarà lo stesso meta di una imperdibile passeggiata lungo quella parte del costone di S. Casto. Si saliva lassù anche per un veloce assaggio di “ciùsce”, il caratteristico misto di frutta secca. In questi tempi la statua di “S. Antòne” è “momentaneamente ” ospite, nella chiesa di S. Restituta, di mons. Bruno Antonellis. Sicuramente attende anch’essa con ansia, e così molti suoi fedeli, di fare al più presto ritorno nella sua sede naturale, ancora in fase di perenne restauro. Il ritorno di “S. Antòne” a “casa”, sarebbe anche un modo di rispettare la memoria e la volontà dell’avv.to Domenico Di Passio. Lo stesso giorno del 17, la sezione del Club Alpino Italiano celebra la sua “festa”, che trova la propria e naturale conclusione con la caratteristica “cena dello scarpone”, cadenzata dalle note di cori alpini e incorniciata da tanti ricordi per una delle più prestigiose associazioni sorane.

Il 20 gennaio sono in festa i vigili urbani. Ricordano il loro patrono, S. Sebastiano, e tutti i vigili, quelli in servizio e quelli in pensione, con i rispettivi familiari, si ritrovano per partecipare alla celebrazione eucaristica. Tante bancarelle di “ciùsce” anche il 22 gennaio presso l’Abbazia di S. Domenico Abate, che dà “il benvenuto” a chi fa l’ingresso nel territorio comunale di Sora, lì, ai confini con Isola Liri. La comunità monastica, con l’arrivo del 2012, ha felicemente concluso le numerose e qualificate iniziative per i festeggiamenti, preziosi, ricchi e validi , a ricordo dei “mille” anni di vita della “Neo – Basilica”. Il 24 gennaio sono i giornalisti in festa per la ricorrenza di S. Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione. Ancora bancarelle il 27 gennaio presso la chiesetta di S. Giuliano ed il 31 in quella di S. Ciro. Anche qui “ciùsce”, bancarelle, giostrine, luminarie, processione e momenti di fede insieme ad un sano folklore. Ecco un mese ricco di occasioni di festa e di riflessione per i sorani. Momenti che sono indicatori di sane tradizioni che pure si rinnovano, tuttavia sempre fedeli a mantenere vivi quei valori schietti, veri, sinceri e unici che hanno da sempre caratterizzato la specialissima, inimitabile “soranità” che va continuamente difesa e tramandata. Perciò, “buona soranità” a tutti!

Gianni Fabrizio

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