mercoledì 10 Dicembre 2014

Gilberta Palleschi: la ricostruzione ufficiale dei fatti

In questa nota ufficiale diffusa in serata dai militari dell'Arma dei Carabinieri, la ricostruzione della vicenda che ha portato all'indentificazione dell'assassino di Gilberta Palleschi.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa emessa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, riguardante la ricostruzione dei fatti inerenti al ritrovamento di Gilberta Palleschi, avvenuto nella giornata di oggi.

«Alle ore 07,30 circa di questa mattina, in Sora, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Frosinone, unitamente a quelli della locale Compagnia, al termine di una complessa ed articolata attività investigativa intrapresa e condotta a seguito della scomparsa della Sig.ra Palleschi Gilberta avvenuta lo scorso 1° novembre, rintracciavano e fermavano un 43enne del luogo (in un successivo messaggio email i Carabinieri hanno aggiunto che «l’arrestato si identifica in PALLESCHI Antonio, 43enne residente nel Sorano»). L’uomo veniva accompagnato presso il Comando Compagnia di Sora per approfondire la sua posizione circa particolari aspetti investigativi emersi a suo carico. In particolare, emergeva da diverse fonti investigative che sul luogo e nell’arco temporale della scomparsa la presenza di una autovettura similare a quella di sua proprietà (una Nissan Micra di colore scuro).

Lo stesso veniva quindi attenzionato anche in virtù di precedenti specifici per “violenza sessuale” emersi a suo carico. Si accertava inoltre che il suo cellulare aveva agganciato una cella telefonica situata poco distante la località interessata ed un testimone, collocava sempre sul posto una autovettura di piccola cilindrata di colore scuro mentre un uomo era intento a chiudere forzatamente il portabagagli. Presso il Comando Arma di Sora, nel corso degli ulteriori approfondimenti investigativi, emergevano forti indizi circa la sua colpevolezza riconducibile ad una ricostruzione della sua presenza nella località in parola poco credibile.

Tali incertezze, unite alla sommatoria di tutti gli altri indizi emersi a suo carico facevano divenire sempre più credibile il suo coinvolgimento nella vicenda. Alla richiesta di ulteriori notizie e precisazioni per giustificare la sua presenza in quel giorno e in quella fascia oraria nella località San Martino, volontariamente, l’uomo ammetteva di aver tentato un approccio nei confronti della donna per fini sessuali e, all’energica reazione della stessa, l’aggrediva facendola cadere a terra per poi colpirla violentemente alla testa, dopodiché la caricava nel portabagagli della propria autovettura e la occultava, ormai cadavere, in una località impervia sita nel comune di Campoli Appennino (FR).

I vestiti, invece, e parte della tappezzeria della propria autovettura li occultava in altre due distinte località, lontane tra esse con l’intento di nascondere le prove a suo carico. Le immediate ricerche condotte nei luoghi indicati dal fermato, permettevano effettivamente di rinvenire in zona boschiva ed impervia, all’interno di un canalone, sul letto di un rivo fluviale al momento secco, ad una profondità di oltre 100 metri dalla sede stradale di una strada sterrata, il corpo della Palleschi Gilberta.

Gli indumenti e le parti di tappezzerie venivano, invece, rinvenuti, in località Fossa Majura e presso l’ex discarica comunale di Campoli Appennino, sempre zone impervie e boschive difficilmente raggiungibili e particolarmente isolate. All’esito di tali risultanze il predetto veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto con provvedimento a firma del Procuratore Capo, Dott. Mario Mercone e della dott.ssa Maria Beatrice Siravo, Sostituto Procuratore titolare delle indagini. Per il recupero del corpo della donna è stato necessario l’intervento da parte di squadre specializzate del Corpo dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Frosinone. La salma è stata trasportata presso l’obitorio dell’Ospedale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria».

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