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Giornata della Memoria: a Sora la testimonianza di una donna sopravvissuta agli orrori del lager

La profonda testimonianza di Brywczymska Petronela suocera di un nostro concittadino, Emiliano Abbate.

La giornata della memoria è non solo l’occasione per ricordare le ferite inflitte dal razzismo e dall’antisemitismo, ma anche uno stimolo per tradurre e rafforzare ogni anno i valori della convivenza e dell’eguaglianza cristallizati nella nostra Costituzione. Come ci ha insegnato nel corso della sua vita la neo senatrice a vita Liliana Segre, tre sono i verbi che dobbiamo insegnare alle nuove generazioni e che devono tramutarsi in pratica civile condivisa e costante: Vedere, guardare, ridire.

Vedere, non voltandosi mai dall’altra parte. Guardare, ovvero distinguere ed analizzare in profondità la storia e le sue pieghe più cruente. Ridire, trasmettendo agli altri i tragici eventi, dal misconoscimento della persona, alla perdità di identità sociale, allo sfaldamento dei legami sociali. La memoria, è l’insegnamento del presente per evitare il precipizio della ragione. La memoria è un vaccino contro l’indifferenza.

La fiamma della memoria è un valore che deve essere sempre alimentato. Anche l’amministrazione Comunale di Sora grazie all’interessamento dell’assessore Gemmiti ha patrocinato un incontro per ricordare ai nostri giovani gli orrori dello sterminio. Ascolteremo dalle 10,00 la profonda testimonianza di Brywczymska Petronela suocera di un nostro concittadino, Emiliano Abbate. Appuntamento da non perdere, sabato mattina alle ore 9,00 auditorium Baronio. Nel pomeriggio la giornata proseguirà alle 18,00 nella chiesa di San Francesco con “Versi e canti dai lager”.

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