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GIOVEDI’ DI MERCATO A SORA: L’IMPRESA “EPICA” DI LORETO DA VIA CATTANEO

“Come da consuetudine ogni giovedì compio un’impresa epica: accompagnare mio figlio a scuola e andare a lavoro in auto, il tutto nel centro di Sora. Faccio una premessa a quelli che potrebbero commentare dicendo: vai a piedi! Sono un libero professionista e l’automobile è anche uno strumento di lavoro. Ma veniamo alle dinamiche dei fatti. Abito in Via Cattaneo, una strada secondaria che dalla via Selva (o come si chiama…) immette su Via Napoli. Una strada tranquilla e poco trafficata che ogni giovedì mattina coltiva una grossa ambizione: trasformarsi nella Via Tuscolana della capitale.

Infatti sebbene ogni giovedì la sveglia di casa suoni una mezz’ora prima, Via Cattaneo/Tuscolana alle ore 7,55 è già intasata. Tranquillo, penso, mancano 25 minuti per compiere 750 metri, ce la farò. Cerco di scrutare il movimento delle auto che mi precedono e prendo come punto di riferimento il solito camion straniero che uscendo dalla superstrada per Frosinone diretto ad Avezzano non ha visto la segnaletica e si immette nel centro storico con tutto il suo rimorchio e l’impatto ambientale Euro -33.

Passano 10 minuti, abbiamo fatto cento metri e la mia mente ritorna a quando, dopo l’Università, decisi di tornare a vivere nella mia città natale piuttosto che imbattermi con la confusione delle grandi città. Sulla destra, mi si apre uno spiraglio: una scorciatoia che mi può immettere direttamente su Via Agnonello e arrivare in Via Cesare Balbo, vicino all’ufficio postale. Se sarò fortunato a non incontrare nessuno che si crede che quel tratto di via sia ancora a senso unico e qualcuno che non si ferma a uno degli stop meno rispettati di Sora, posso bypassare anche Via Mameli/Tiburtina.

Per un po’ riesco a mettere anche la seconda marcia, ma mi accorgo di non essere l’unica volpe di Sora e insieme ad altri mi accingo a formare una nuova fila di quell’estuario di auto che cerca di sfociare su Via Napoli. Alle 8,15 finalmente Via Napoli che per l’occasione si è mascherata da Grande Raccordo Anulare. Mancano 5 minuti al suono della campanella, non ce la farò mai. Parcheggio lontano da scuola, io e mio figlio arriviamo a scuola come il buon Dorando Pietri alla maratona di Londra 1908, ma in forte ritardo, convinti di essere gli ultimi, invece la classe è semivuota. Altri intrepidi papà sono rimasti bloccati in Via Costantinopoli/Salaria, oppure in Via Regina Elena/Casilina o in Via Marsicana/Aurelia.

Un bacio a mio figlio e mi appresto a tornare in auto, a questo punto ho già bruciato tutta la colazione. Rassegnato mi immetto su Via Napoli e rimpiango di non aver portato con me la versione integrale del film Ben Hur per compagnia. Completo la rotatoria del ponte di Napoli trionfante, ma all’altezza della scuola materna di lungoliri Cavour, la solita auto parcheggiata di fianco ai bidoni della spazzatura non fa passare il camioncino che mi precede. Frustrato scarico lo stress sul clacson unendomi al coro delle altre auto in puro stile Vittoria ai Mondiali di calcio.

Esce il proprietario dell’auto lamentandosi di tutto quel frastuono e con calma la sposta. Ho l’ufficio nel quartiere San Rocco, manca poco, cioè la strettoia a senso unico alternato che apre il borgo: passo io o passi tu, mi chiedo e si chiedono una ventina di auto che mi precedono. Davanti a me qualcuno inspiegabilmente ha esaurito la pazienza e inveisce contro le cattivi abitudini della moglie dell’automobilista che dall’altro lato della carreggiata non gli ha concesso la precedenza. Ore 9,10, finalmente San Rocco con tanto di Lode in stile processione del 16 agosto. E meno male che non pioveva…”

Loreto Favoriti

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