venerdì 26 ottobre 2012 511 VISUALIZZAZIONI

Gli esodati, Dante e l’egoismo di Confindustria (di Sacha Sirolli)

Se una famiglia passa un brutto periodo, dove non ci sono soldi, non si arriva a fine mese e non si mangia, è giusto che il componente più debole della famiglia sia aiutato dal più forte. Colui che è assistito dal fratello generoso se ne ricorderà. Di contro si legherà al dito il fratello egoista che gli volta le spalle nel momento della difficoltà. Amor c’ha nullo amato amar perdona diceva Dante. In altre parole una legge universale e cosmica che afferma: “Se fai del  bene prima o poi questo bene ti ritornerà”. L’ho insegnato a scuola a tanti giovani studenti e sono stato orgoglioso di farlo.

Non la pensa così a quanto pare Confindustria. Quest’ultima ha bocciato la proposta di una tassa del 3 per cento sui redditi oltre i 150mila euro per finanziare il fondo di garanzia per i lavoratori rimasti senza retribuzione né pensione. Per carità, ci può stare che una classe sociale, seppur agiata, possa ribellarsi all’ennesimo “balzello”. Ma a mio avviso, se non si trova la maniera in Italia di mettere in tasca lo stipendio, i soldi al popolo, alla gente comune da questa crisi non se ne esce. Perchè nessuno potrà permettersi di comprare i prodotti che gli industriali fabbricano e commercializzano. Lo Stato può aumentare l’Iva quanto gli pare, non sono un fine economista, ma basta poco a capire che sarebbe controproducente per il commercio.

Comunque, resta il fatto che il pasticcio degli esodati l’ha fatto la Fornero e il governo dei tecnici plurimedagliati, probabilmente dal reddito superiore ai 150mila euro annui. E allora hanno ragione i sindacati a chiedere che al problema venga trovata una soluzione basata sul principio di equità. Chi sta bene può e deve aiutare chi è in difficoltà. Non vorrei che il governo dei tecnici alzi le accise sulla benzina per aiutare gli esodati o l’Iva di un punto. Non sarebbe giusto far pagare alle fasce sociali più deboli (noi, il ceto medio ormai divenuto povero) e non ai ricchi un brutto pasticcio del governo Monti i cui rappresentanti sono ben remunerati per svolgere il proprio lavoro con i soldi dei cittadini, soldi nostri. Ecco perchè egoismo ed egocentrismo sono brutti sentimenti. Non servono per uscire dalla crisi

Il direttore di Sora24 – SACHA SIROLLI

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