lunedì 20 giugno 2016

Grazie a Pucci Collina riscopriamo l’orgoglio di essere Sorani

«Saluto tutti, soprattutto i bambini, perché penso che questo parco sia soprattutto per loro e penso che lo manterranno meglio di quello che hanno fatto i grandi fino ad oggi. Questa è una città bellissima, tutti dobbiamo partecipare con molto affetto per mantenerla così. Non sono sorana, ma lo sono diventata nel tempo ed ho imparato ad amare questa città, che merita molto perché è bellissima, piena di verde, di gente disponibile. E io sono contenta di farne parte».

Questa è la sintesi del breve ma intenso intervento della signora Pucci Collina a margine dell’inaugurazione del Parco Antonio Valente (ex campo boario), recentemente oggetto di lavori di restyling finanziati dalla stessa imprenditrice, moglie del compianto Sen. Vincenzo Ignazio Senese. La cerimonia si è svolta venerdì scorso, 17 giugno, alla presenza di tante famiglie sorane.

Analizzando una per una le parole della signora Pucci, semplici ma incisive, scopriamo che esse rappresentano il “manifesto” di Sora futura. Si parte anzitutto dai bambini, che vengono spronati a fare meglio di quanto abbiano fatto i grandi, per la struttura da poco riqualificata ma anche (immaginiamo noi) per l’intera città. A seguire, un dato di fatto che può e deve stimolare soprattutto i più giovani a far bene: la bellezza di Sora. Non a caso, questa città viene affettuosamente chiamata in dialetto “je mejicure ‘e Gese Criste” (l’ombelico di Gesù Cristo), tanto è bella la sua collocazione geografica esattamente al centro di tre valli.

Ancora, l’accoglienza di potenziali “nuovi sorani”: non è vero che questa città è chiusa, tutt’altro! Chi riesce a capirla se ne innamora, non la lascia più e, se può, cerca di dare il suo contributo per ringraziarla, esattamente come ha fatto la signora Pucci occupandosi di un bene pubblico e rivolgendo, quindi, il suo grazie a tutta la comunità locale per averla accolta con affetto. Infine i Sorani definiti “gente disponibile”: quante volte abbiamo ascoltato quel luogo comune secondo il quale “il problema di Sora sono i Sorani”? A quanto pare chi ci osserva dall’esterno si accorge della nostra vera natura e ci sprona a seguirla, indicandoci la strada da percorrere per tornare a essere degni della splendida città in cui abbiamo la fortuna di vivere…

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