mercoledì 6 marzo 2013

“Grazie Rita”: l’affettuoso ricordo della Professoressa Rita Porcelli da parte dei suoi alunni

Riceviamo e pubblichiamo il seguente testo inviato da un gruppo di ex alunni della Professoressa Rita Porcelli, scomparsa qualche giorno fa.

Carissima Professoressa,
il momento di scriverti questa lettera è arrivato. Sono quelle parole che non avrei mai voluto pronunciare per un’occasione come questa, ma vogliamo dare testimonianza di quello che sei stata per noi: un’educatrice, non un’insegnante! Ci hai folgorato con il tuo sguardo severo, il tuo apparente distacco, il tuo raro sorriso che diveniva quasi sornione, trattenuto, e mai complice, ma che improvviso irrompeva in una risata divertita e candida, la severa intransigenza verso ogni tipo di ambiguità, il meticoloso e metodico impegno con cui ci sollecitavi.

Non facevamo che pendere dalle tue stupende lezioni, senza mai perdere una parola di quanto dicevi! Sentivamo, senza capire allora, che sotto la tua fermezza, argine per noi alunni, c’era un fuoco di passione, d’amore e generosità nello spendersi, un profondo sentire, una rara onestà mentale, un cuore retto che voleva trasfondere, coltivare, e dare non cognizioni, ma strumenti per vivere, capire, discernere, crescere. Sentivamo il tuo profondo rispetto per la libertà di ognuno di noi, del nostro libero giudizio, senza mai condizionarci, ma aiutandoci a maturare il nostro personale senso critico.

La severità con te stessa ci ha stimolato ad essere esigenti nella verità e nella trasparenza di cui sei stata modello. Volevi di più, volevi il Fuoco della vita, quello scatto di elevazione che ti dà la direzione quando tutto attorno a te è confuso. Ci hai dato dignità, ci hai fatto sentire persone, ci hai insegnato a chiedere dignità, anche se eravamo solo ragazzi. Quando, nella vita, ci siamo trovati a vivere situazioni di perdita di identità per il degrado morale a cui certi incontri avrebbero potuto trascinarci, quando tutto era oscuro e lontano, quasi dimenticato, questo rapporto, il ricordo di aver vissuto un’esperienza così unica, ci ha sollevato, ci ha spinto a cercare, ritrovare solo quei rapporti che ci avrebbero restituito quella dignità di persona che tu ci hai dato, e questo ci ha salvato ed elevato!

Non ci ha dato la felicità avere una coscienza aperta, come hai fatto tu ad adolescenti che crescevano. Ci ha esposto a tante sofferenze, quelle, però, sono nel male dell’Umanità, ma ci ha dato la Pace in noi stessi. Quanto importante era per te la ricerca delle parole, del loro significato, il senso di ogni loro sfumatura anche la più impercettibile, per poter farci usare tutta quella gamma di colori e, alla fine, esprimere l’indicibile. Ed oggi, con quella padronanza di parole che ci hai trasmesso, ti parliamo per l’ultima volta, davanti a tutti, senza pudore.

La tua “maternità” austera ma autentica è passata attraverso generazioni di studenti, che hanno parti di te e che ancora usano, a volte, inconsapevolmente. Tu facevi sentire, ad ognuno di noi, di essere l’allievo prediletto, e questo ci ha dato stima e fiducia in noi stessi. Ti ringraziamo di questo grande onore che ci hai regalato e che ha attraversato la nostra vita e che ci resta, anche quando, qualche volta, ti abbiamo portato per mano.

E’ in questi momenti che ci sentiamo più vecchi, quando le persone più importanti della vita scompaiono e si resta senza più punti di riferimento, se non nel loro saldo ricordo. Di tutto quell’amore che hai dato non si è perso niente: hai finito i tuoi giorni riamata, protetta come tu proteggevi, curata con la stessa estenuante abnegazione con cui hai curato noi ragazzi, con la stessa vigile attenzione che hai dato a tutti noi, generazioni di studenti in tutti questi anni, in nome dei quali mi faccio portavoce per ringraziarti di quello che ci hai dato.

Grazie Rita
I tuoi alunni

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