Guardia Medica: ma quale atto dovuto? La nota di Loreto Marcelli (M5S)

Il consigliere regionale sorano commenta le dichiarazioni del Direttore Sanitario.

«In merito alle dichiarazioni rilasciate dal Direttore Sanitario facente funzione dell’A.S.L. ed apprese dai mass media si ritiene opportuno fare alcune precisazioni. Per quanto concerne la decisione adottata dall’Azienda di non far più svolgere le visite ambulatoriali alla Guardia Medica, limitando il servizio alle sole visite domiciliari, il Direttore Sanitario ha parlato di “atto dovuto”.

Ebbene, una tale dichiarazione sorprende per più motivi. Innanzitutto, perché non vi è stata nessuna novità legislativa che obbliga le A.S.L. a limitare il servizio della Guardia Medica, riducendo in tal modo l’offerta sanitaria in favore della popolazione. Inoltre, da quando il servizio venne istituito – circa quarant’anni fa – ha sempre svolto, in conformità al dettato normativo, le visite ambulatoriali.

In secondo luogo, perché nelle altre regioni la Guardia Medica continua a svolgere regolarmente il servizio ambulatoriale, ad esempio nel Piemonte (si veda il link: http://www.regione.piemonte.it/sanita/cms2/guida-al-servizio-sanitario/emergenza/254-la-guardia-medica) e in Toscana (si veda il link: http://www.regione.toscana.it/-/ricorrere-alla-guardia-medica).

Infine, perché il vigente Accordo Integrativo Regionale prevede con precisione il costo delle prestazioni effettuate dalla Guardia Medica per i non residenti, specificando all’art. 37: “visita ambulatoriale € 15,00; visita domiciliare € 25,00;”. Nelle more che venga fornita risposta all’interrogazione regionale presentata sulla vicenda, si invita il Direttore Sanitario a rendere noto in base a quale nuova Legge dello Stato si può limitare il Servizio di Guardia Medica. Se esiste questa Legge, perché non viene rispettata dalle altre Regioni?

Il M5S seguirà con la massima attenzione e scrupolo i provvedimenti che incideranno sulla sanità, affinché venga garantito e mantenuto un servizio a misura d’uomo. Le scelte e le decisioni adottate dovranno perseguire un unico fine: quello di migliorare la qualità e la quantità delle prestazioni in favore delle popolazione. Si dovranno evitare gli sprechi e il finanziamento di costosi progetti che si ritengono di scarsa efficacia (ad es. Ambufest, Ambumed, P.A.T., ecc.), ma soprattutto si porteranno gli eventuali responsabili di disagi o disservizi nei confronti degli utenti a rispondere davanti alle istituzioni competenti». È quanto dichiara il portavoce e consigliere regionale, .

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