1’ di lettura

Guglielmo Mollicone: «L’addio commovente di un grande lottatore» (di Antonio Mantova)

Ieri, verso le 19, il cuore generoso di Guglielmo ha smesso di battere. Il ricordo commosso di Antonio Mantova.

Ieri, verso le 19, esattamente lo stesso giorno dopo diciannove anni di dolore e di sofferenza nel chiedere giustizia per sua figlia Serena, ha cessato di vivere Guglielmo Mollicone. Un grande uomo e un grande padre, che ha provato il dolore devastante di veder assassinata barbaramente la sua adorata figlia Serena; che ha sopportato la solitudine di chi combatte contro forze più grande di lui; che ha mostrato una forza e una dignità smisurate nel perseguire chi gli ha distrutto la vita; chi lo ha profondamente offeso, offendendo tra l’altro l’intero genere umano!

Guglielmo, contando solo sulle proprie forze e sulla propria fede di giusto, ha attraversato diciannove lunghi anni a lottare, con le unghie e coi denti, per poter ottenere giustizia per un delitto assurdo, atroce e vile, che gli ha tolto un bene prezioso.

Ma la vita a volte ci riserva delle vicissitudini amare e dolorose, ci sprofonda in delle voragini di buio pesto, senza darci una ragione accettabile; ci stravolge l’esistenza senza un perché appena plausibile. Già perdere un figlio è un atto innaturale per un genitore; perderlo nel modo come Guglielmo ha perduto la sua Serena, è umanamente inaccettabile, impensabile!

Eppure, Guglielmo ha lottato per avere giustizia, con tutte le sue forze; ma anche in questo la vita gli ha negato questo atto, che in qualche modo gli avrebbe consentito di sopravvivere con un barlume di serena rassegnazione; gli è stato negato anche di pregare sulla tomba della sua Serena, senza l’enorme fardello di sapere libero il suo assassino.

E dopo tanto lottare, dopo tante amarezze, dopo tante delusioni e tanti cavilli legali, il suo cuore ha ceduto: diciannove anni di dolore sono una eternità, una enormità devastante… proprio ora che pareva aprirsi uno spiraglio processuale per cercare di dare un volto a quel vile assassino che gli tolse Serena, in un bel giorno di maggio. Ironia della sorte matrigna.

E ieri, verso le 19, il cuore generoso di Guglielmo ha smesso di battere; quello stesso cuore che per 19 anni gli ha dato la vita e la forza di lottare per ottenere la giustizia dell’uomo, per quella giovane vittima che voleva solo un mondo migliore per i suoi amici. Speriamo che quella divina ristori Guglielmo della sua sete di giustizia, che la terra gli ha negato.

Antonio Mantova

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti