La stupenda favola di Haley Moore

Una storia esaltante, sbocciata come un magnifico fiore nonostante i soliti deplorevoli comportamenti tipici di alcuni esseri subumani.

La protagonista della storia si chiama Haley Moore, ventunenne californiana.

Il nome e la provenienza della giovane farebbero subito pensare a una di quelle tipiche biondissime pin up del posto e alle palme di Beverly Hills, ma qui c’è la sorpresa, dolce per come si è materializzata, ma nel contempo amara per alcuni aspetti decisamente censurabili.

La Moore è di Escondido, città di circa 150 mila abitanti nella Contea di San Diego, California meridionale. È fresca di laurea, ma soprattutto, ha uno strepitoso talento per il golf. Cos’è che non va allora? Niente, per il genere umano. Ma per quello subumano una cosa che non va c’è: il suo peso. Haley è una ragazza “in carne”, come si suol dire, e per questo sistematicamente bullizzata a scuola e non solo.

Dagli insulti sui social a quelli diretti, dall’isolamento nella mensa scolastica (tutti la evitavano) all’invidia per la sua bravura: insomma, nella comunità dove è nata ci sono coetanei che hanno dato il meglio di sé in quanto a cattiveria gratuita. Una delle “performance” di questi soggetti, che per la verità non sarebbero neanche degni della qualifica di congiunzione, è stata buttare nel bagno lo zaino di Haley contenente il libro nuovo del suo idolo Justin Bieber.

Peccato che tutto ciò non sia stato sufficiente per piegare la “gigante buona”, come ama definirla mamma Michele. La famiglia è sempre stata l’ancora di salvataggio per la 21enne di Escondido, il propulsore che le ha trasmesso la forza necessaria per farsi notare su scala nazionale in tutti gli USA, anzitutto grazie alla la vittoria del titolo NCAA 2018, ottenuta con l’Arizona University.

Non si è trattato di un caso, perché la scorsa primavera, all’Augusta National Women’s Amateur, Haley ha infilato quindici par consecutivi, suggellando la strepitosa serie con un birdie. Complessivamente, da quando si è laureata, la Moore ha giocato sette gare sul Cactus Tour, uno dei circuiti Usa minori, vincendone tre. Il principale, il Cal State Women’s Open, le ha fruttato 6.000 dollari. Nella tappa di Henderson, invece, ha incassato 2.500 dollari.

È un talento naturale quello di Haley, dicono gli esperti. Ma è anche un talento da far crescere, e per crescere servono soldi, tanti soldi. La famiglia della Moore non può andare oltre certe cifre: pensione e stipendio di mamma e papà non sono sufficienti per poter aiutare la talentuosa figlia nella sua ascesa sportiva. La stessa Haley, dal canto suo, non ha ancora un contratto pubblicitario o tecnico.

Facendo un rapido conto, la famiglia Moore ha già speso quasi 20mila dollari per la prima fase delle Qualifying school, le gare di selezione per il circuito professionistico Usa LPGA Tour, il grande obiettivo della ragazza. Adesso ne servono molti altri e onestamente i genitori di Haley non possono andare oltre. Solo per l’iscrizione allo Stage II servono 3.000 dollari. Il tutto senza contare le spese per gli spostamenti dalla California alla Florida, che non sono tragitti tipo Roma-Milano…

Cosa fare allora? Chiedere, senza paura. Tendere la mano verso la parte normale del mondo, quella che costruisce, quella che incoraggia, quella che accende i neuroni ed ha un cuore puro.

Mettendoci la faccia, Michele ha aperto una raccolta fondi online su gofundme.com per cercare di raccogliere la cifra necessaria per permettere a Haley di realizzare il suo sogno, 30 mila dollari. L’iniziativa è stata rilanciata dalla celebre rivista Golfweek e da quel momento si è scatenato l’inferno. O meglio, il Paradiso. In pochi giorni il denaro raccolto è balzato da 6.500 a oltre 32 mila dollari, e Haley ora può andare a conquistare il suo sogno con buona pace di bulli e detrattori vari.

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