I Bersaglieri nella Prima Guerra Mondiale (di Rodolfo Damiani)

Decimo articolo dedicato alla grande guerra di inizio '900.

Della ruota i tuoi raggi… Son temprati dal coraggio… Sul cerchio in alto splende… La Fortuna senza bende. “NULLA RESISTE AL BERSAGLIERE”

Il più celebre monumento al Bersagliere è quello in travertino che si erge di fronte
alla michelangiolesca Porta Pia a poche decine di metri dalla breccia da cui
l’iconografia risorgimentale immagina il Bersaglieri “La Marmora” ,ufficiali con la
sciabola sguainata , trombettiere che suona “Avanti Savoia” e la truppa che baionetta
inastata piume al vento e fez svolazzanti irrompe in Roma.

Come tanti ragazzi del quartiere Italia, la nostra infanzia e la nostra giovinezza è legata a questo monumento che ancora non affogato dal traffico , eredità delle Olimpiadi del 1960, ospitava i nostri incontri , ci accoglieva nelle feste ufficiali , ci faceva da palestra , campo di calcio e per i più temerari da vetta da scalare.

Spesso incontravamo vecchi bersaglieri con i loro racconti e il loro amor di Patria senza se e senza ma, forse per questo, anche se non sono stato bersagliere, parlarne mi porta un groppo alla gola, quello stesso groppo che provavo quando a S. Francesco a Ripa–Caserma La Marmora- udivo i comandi alla tromba o quando alla Scuola dell’A.M. di Caserta, tutti correvamo alle finestre per assistere al rientro dei Bersaglieri dalle esercitazioni, un rito, una , un sentirsi diversi, con il comandante che sguainata la sciabola ordinava Battaglione Bir el Gobi, baionetta, un caleidoscopio di lampi, un HURRA’ possente e avanti a passo di ordinanza o di carica, la differenza era minima, gli ultimi 300 metri, come a Pastrengo, come a Solferino, come a Sebastopoli, come a Custoza, come a Tien Tsin, come a Sciara Sciat, come alla Boumelliana, come sull’Isonzo, come sul Montello, come sul Piave, come a Vittorio Veneto, come ………….ormai è storia di oggi.

Nella I° Guerra Modiale i reggimenti di Bersaglieri erano formati da quattro battaglioni, su tre compagnie di cui una di ciclisti. Fanteria Leggera, composta da uomini con particolari caratteristiche fisiche, velocità, resistenza, ottimi tiratori, specialisti all’arma bianca, adatti ai colpi di mano, capaci di affiancare i gruppi esploranti di cavalleria e dotati di biciclette avevano la stessa velocità dei primi mezzi meccanici apparsi sui vari fronti.

Si distinguevano dalla fanteria nella divisa per l’uso dei gambali di cuoio , sullo scarponcino delle armi a cavallo, per il copricapo piumetto o moretto prima ,poi il fez rosso con la nappina blu e infine l’elmetto con un mini piumetto applicato di lato , i ciclisti avevano la giubba aperta con scollo a “v”, la stessa che avrebbe vestito gli Arditi e i legionari Fiumani. I Bersaglieri ciclisti avevano in dotazione lo stesso moschetto delle truppe montate e dopo i primi scontri con croati e bosniaci molti aggiunsero una daga particolarmente adatta nei corpo a corpo nelle strette trincee.

I Bersaglieri al fronte furono circa 200.000 , che formarono 73 battaglioni così strutturati:

  • 21 reggimenti a piedi su tre battaglioni
  • 12 battaglioni ciclisti
  • 3 Raggruppamenti d’assalto Fiamme Cremisi
  • 115 compagnie mitraglieri
  • 5 compagnie motomitragliatrici

La Bandiera d i Guerra del Corpo per le operazioni del 1915-18 è stata insignita dell’Ordine Militare d’Italia e i singoli hanno meritato ben 48 medaglie d’oro e innumerevoli MAVM;MBVM e Croci di guerra. I Bersaglieri, rispetto alla massa dei richiamati, sono una parte minima, ma i particolari criteri di addestramento e di impiego li rendono utili e molto spessodeterminanti su tutti i terreni e in tutte le situazioni di crisi.

Quindi formazioni scarne, agili, di pronto impiego e soprattutto di estrema mobilità, con presenza e a disposizione dei Comandi Superiori di Corpo di Armata se non di Armata. Se ci fosse ancora da aggiungere qualcosa alla individuazione del Bersagliere ricordiamo che la loro evoluzione fu con i Gruppi degli Arditi e con i Caimani del Piave.

I Bersaglieri si coprono d’onore nel 1915 a Redipuglia con il I Rgt, sul Montello con il II BTG- 2 Rgt, sul Mezil XII Rgt, sul Pal Piccolo XVI Rgt.

Nel 1916, alla Trincea delle Frasche e sul Pasubio I Rgt- IBtg Ciclisti, M.te Santo , Oslavia e M.te Kuch II Rgt-II Btg ciclisti, M.te Sei Busi, Carso e Monfalcone III Rgt –III Btg ciclisti ; a Monfalcone Si immolò ENRICO TOTI, M.te Corno e Arsiero XIV Rgt, Alpe di Fassa , Valmaggiore XIX Rgt

Nel 1917, M.te Veliki I Rgt-I Btg Ciclisti, M.te Santo, Caporetto II Rgt-II Btg Ciclisti, Bainsizza IV Rgt,Corno d’Argento, dove vi fu il più alto numero di Bersaglieri caduti, 4000, M.te Melago V Rgt, Bainsizza VI Rgt,ritirata di Caporetto VII Rgt,Isonzo,Piave, M.te Santo,M.te Tomba X Rgt, Bainsizza XII Rgt, Cà Luna XVIII, Bainsizza XXI Rgt.

Nel 1918 Caposile I Rgt-I Btg ciclisti, Solstizio II Rgt-III Btg, Cima Velleki V Rgt,Cadore, Piave,Livenza, S. Michele VIII Rgt, Alto Isonzo, Altopiano Sette Comuni, Gorizia IXRgt, Caposele, Cà del Bosco, XII Rgt, Alpi di Fassa, Grappa, Piave, Livenza XIII Rgt, Piave forzamento, Fagarè, XVIII Rgt, Montello XXVI Reparto d’assalto,Guado del Piave LXXII Arditi.

Alcuni reparti ebbero l’onore di entrare tra i primi in TRIESTE ormai Italiana. Con il VII e l’XI Rgt , inseriti fra i reparti in avanguardia verso S.Giusto, onoriamo il sacrificio e l’eroismo di soldati veri eredi degli opliti Italici e dei Legionari Romani.” O Bersaglieri prodi fra i prodi frenate il vostro celere osare , il tricolore è finalmente a S. Giusto” come si leggeva su una chiusura aulica di un elzeviro de “IL PICCOLO”.

Con i Bersaglieri, il soldato italiano, conferma tutte le sue qualità di combattente, senza odio, senza ferocia, senza onnipotenza, ma capace, con addestramento e sacrificio di imporsi all’ammirazione di un altezzoso Rommel, che ammise che le malmesse schiere dei Bersaglieri avevano stupito i tedeschi e avevano conquistato il loro rispetto “Kamaraden”.

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