9 dicembre 2015 redazione@sora24.it
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I CITTADINI CONTRO LA MULTINAZIONALE BURGO SPA : STANNO VINCENDO I CITTADINI (di Maurizio D’Andria)

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Maurizio D’Andria, Coordinatore Class Action per 104 firmatari.

«Mi corre l’obbligo sottolineare il senso del documento emesso da ARPA LAZIO RIETI in data 11/09/2015 prot. n. 0071898 già pubblicato nel mio precedente articolo in merito alla richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) avanzata dalla soc. Burgo SpA per la Cartiera del Sole e negata da ARPA LAZIO, Direzione Generale di Rieti (non la sezione di Frosinone che risultano essere tutti inquisiti), sia per gli impianti vecchi che per la nuova centrale cogenerativa- turbogas. Il senso stretto di tale documento è che BURGO SPA avendo presentato una documentazione molto carente nelle parti essenziali, documentazione illustrante le modalità di esercizio degli impianti presenti nella cartiera, deve necessariamente rivedere la pratica proposta e prevedere pertanto non una riformulazione degli stessi dati già bocciati, quanto presentare quegli adeguamenti tecnologici che sono previsti per legge e non presenti oggi negli impianti attuali della cartiera, che consentirebbero di abbattere gli inquinanti emessi in atmosfera e pervenire così al rinnovo dell’AIA.

Siamo perciò all’anticamera del “METTERE A NORMA DI LEGGE GLI IMPIANTI VECCHI E NUOVI (turbogas) DELLA CARTIERA DEL SOLE DI SORA, pena il fermo a tempo indeterminato”. Dunque nella battaglia D’Andria + 104 cittadini contro la multinazionale BURGO SPA intrapresa a partire dal lontano 2008 …. stiamo vincendo noi. L’ARPA LAZIO Rieti dichiara “…la documentazione prodotta dalla ditta non risulta conforme a quanto previsto dalla Deliberazione di giunta regionale n. 288/2006, in particolare come di seguito riportato”. Tradotto significa che “gli impianti dichiarati da Burgo SpA non risultano essere conformi alla legge”. Perciò la Cartiera del Sole è invitata a mettersi a norma e in particolare, dotarsi delle BAT/MTD (migliori tecnologie disponibili) che consentono il massimo abbattimento degli ossidi di azoto (NOx che formano il particolato secondario), il massimo abbattimento delle micro polveri PM2,5 (altamente cancerogene), l’innalzamento dei camini della turbogas da 30 metri attuali a 50 metri prossimi, a sistemare il depuratore e il sistema fognario di raccolta delle acque reflue e degli scarichi nel fiume Fibreno, i filtri ai camini emissivi polveri e lavorazione del caolino e altri interventi ancora.

Dunque, la battaglia sta prendendo una piega decisamente a favore dei cittadini di Sora e di Isola del Liri e non c’è più spazio per fare dietro front. In particolare, ARPA LAZIO Rieti ribadisce che la potenza termica dell’impianto cogenerativo è pari a 115 MWt (+ 60 MWt a riserva) come già dichiarata da Burgo SpA, dai Vigili del Fuoco di Frosinone e non pari a 75 MWt come invece riportata nella sentenza di assoluzione emessa dal Giudice Olga Manuel nel febbraio 2015 a favore dei tre funzionari di Regione Lazio rei di non aver applicato la legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Dunque, ARPA LAZIO Rieti – Direzione Tecnica ha fissato i paletti per una corretta valutazione A.I.A. stabilendo che LA CARTIERA DEL SOLE deve presentare informazioni corrette e meglio ancora, adottare i sistemi tecnologici richiesti per acquisire il rinnovo della Autorizzazione Integrata Ambientale. Altrimenti? Vale la pena ricordare che nell’AIA rilasciata nel 2008/2009 alla Cartiera del Sole sono risultati essere autorizzati all’esercizio gli stessi impianti che oggi, a distanza di 6 anni, non lo sono più.

Ma già ad aprile 2013 la Provincia di Frosinone, ente competente che aveva autorizzato l’esercizio degli impianti, mossa da richiesta della Procura della Repubblica di Cassino da me interessata, aveva riscontrato gravi inadempienze dell’azienda tanto che ne aveva richiesto l’adeguamento di diversi camini emissivi di polveri e di altri impianti a cui la società Burgo Spa ha risposto solo con parziali adeguamenti, senza però intervenire sui camini E300 ed E301 della turbogas risultando già allora non a norma. Dal 2103 ad oggi sono passati altri 2 anni senza che la Burgo Spa sia intervenuta sui camini della turbogas, sperando magari sui favori dei soliti amici. Invece, le è valso il rinvio a giudizio penale di due suoi direttori, di un dirigente di azienda di monitoraggio dei fumi, di sei di ARPA LAZIO e di uno della Provincia di Frosinone per reati che vanno dal disastro ambientale al falso in atto pubblico. Sei anni fa gli impianti andavano bene sia per l’ARPA Frosinone che per la AUSL Frosinone e la Provincia di Frosinone e oggi invece, senza che apparentemente sia cambiato molto, certamente non gli impianti, questi non vanno più bene e devono essere modificati e messi a norma. Mistero? No, denunce.

Ecco spiegato anche il perchè l’area di Frosinone risulta essere tra le zone più inquinate d’Italia. Il settore Ambiente della Provincia di Frosinone prima “allo sbando”, ha fatto non pochi danni all’ambiente e ai cittadini. Ora speriamo ci sia una inversione di tendenza radicale in questo delicatissimo ufficio. Dirigenti troppo “sensibili” alle istanze delle industrie seguite da poche/niente denunce dei cittadini hanno significato poche indagini della magistratura e dunque molto inquinamento. Dunque, un sentitissimo ringraziamento va alla magistratura inquirente di Frosinone e Cassino. Invitiamo la magistratura a vigilare costantemente su questo sito industriale e sulle pratiche che i vari enti emettono. Intanto registriamo anche la sostituzione del giudice Sordi che presiedeva la nostra Class Action con altro giudice di cui faremo la conoscenza lunedì 14 dicembre prossimo. Pare si tratti di normale attività di routine degli uffici giudiziari. Speriamo che la sopraggiunta sia giudice attento ad applicare le leggi in vigore, senza se e senza ma, e che presti maggiore attenzione anche alla nomina dei CTU.

Dunque, con l’atto prot. 0071898 del 11/09/2015 ARPA LAZIO Rieti dice alla Burgo SpA che la documentazione presentata, riferita agli impianti in esercizio sia vecchi che nuovi come la turbogas, non è (sono) per niente in regola e che perciò non può essere rilasciata nessuna nuova autorizzazione all’esercizio di questi impianti industriali. Ora si capisce che questa situazione di empasse non può durare all’infinito e che invece vanno fissati dei termini perentori entro i quali tutto deve essere messo a norma di legge per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Termini oramai urgenti. Sembrerebbe perciò che ARPA LAZIO Direzione Generale di Rieti si sia arresa all’evidenza delle leggi (e ai rinvii a giudizio) e che cerchi di mettere le cose a posto ancor prima delle sentenze giudiziarie (civile e penale). ERA ORA, BRAVI. Dunque le questioni in ballo per la Cartiera del Sole – Burgo SpA oggi sono queste: 1) cosa devo mettere in regola; 2) quali accorgimenti tecnologici devo applicare; 3) entro quanto tempo devono essere realizzati tali interventi prima che scattino i sequestri e il fermo degli impianti (i rinvii a giudizio e le cause di risarcimento danni)? Parere quello di ARPA LAZIO che obbliga anche la Provincia di Frosinone e il Comune di Sora a tenere un coerente comportamento e dunque ad effettuare i passi conseguenti richiesti da stessa ARPA LAZIO Rieti entro tempi da stabilirsi a breve. Porteremo perciò questo documento nelle sedi giudiziarie in cui siamo presenti a dimostrazione che chi non è in regola è certamente la Cartiera del Sole – Burgo SpA.

Perchè è stato fatto questo casino? La Burgo SpA per risparmiare soldi speculando sulla salute di 40.000 residenti locali, avvalendosi di appoggi istituzionali chiamati ieri e oggi alla sbarra, e noi? Ecco i dati di nostro interesse.
Tra i 28 Paesi dell’Unione europea l’Italia è quello con il più alto numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento dell’aria. Ad attestarlo è un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea): la Penisola nel 2012 (ultimi dati disponibili) ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello UE. Tre gli agenti killer responsabili del record negativo: le micro polveri sottili (PM2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello presente nei bassi strati dell’atmosfera (O3). A questi inquinanti lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.

TURBOGAS 1
Inquinanti emessi dalla Cartiera del Sole – Ex Ante vs Ex Post
(dati Burgo SpA ritenuti ora molto sottostimati da ARPA LAZIO)

Particolarmente la turbogas della Cartiera del Sole e poi i vecchi impianti in esercizio producono e rilasciano in aria in misura importante proprio queste sostanze inquinanti, le micro polveri PM2,5, gli ossidi di azoto (NOx) e l’ozono O3. In tabella si riportano i valori dichiarati da stessa Burgo SpA, valori che adesso ARPA LAZIO contesta perchè “non rappresentativi della realtà industriale”, ossia molto più bassi dell’effettivo. ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO (cit. Totò).

A Sora perciò (come nei comuni limitrofi) è presente un grandissimo rischio sanitario, di insorgenza ed aggravamento di patologie cardio respiratorie, tumorali ed altre cause di morte prematura, per inquinamento industriale dell’aria prevalentemente da PM2,5 che interessa particolarmente le fasce di popolazione più deboli ed esposte all’inquinamento atmosferico quali le donne in gravidanza, i feti, i bambini, gli anziani, i malati e tutti gli altri, motivo per cui 104 cittadini di Sora e Isola del Liri hanno fatto ricorso al tribunale civile di Cassino contro la multinazionale Burgo SpA proprietaria della Cartiera del Sole, la Regione Lazio (contumace), la Provincia di Frosinone e il Comune di Sora. La prima per inquinamento ambientale ed attentato alla salute pubblica e i secondi per non aver fatto rispettare le leggi e non aver tutelato la salute dei propri cittadini. Oltre al procedimento civile sopra detto, la Procura di Cassino si accinge a celebrare un procedimento penale nei confronti di 10 persone (6 di ARPA LAZIO Frosinone, 2 di Cartiera del Sole, 1 di Provincia di Frosinone e 1 di società di monitoraggio fumi per conto Burgo SpA) accusati anche loro di disastro ambientale e falso in atto pubblico. E vai… Tali rischi alla salute sono stati quantificati in studi quale quello sopra richiamato ed anche da altri studi internazionali (The Lancet Oncology- luglio 2013) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel +18% di mortalità annua all’aumento di 10 microgrammi di PM2,5 per metro cubo d’aria oltre la soglia dei 25 microgrammi di legge. Stante i valori medi di PM2,5 registrati, a Sora si prevede il raddoppio dei morti prematuri per tumori/cancro e del raddoppio di insorgenza/aggravamento di patologie cardio repiratorie ogni anno con rischio decessi prematuri (ictus, infarti, …). Un monitoraggio del 2014 della qualità dell’aria svolto da ARPALAZIO in località Tofaro ha registrato picchi di PM2,5 pari a 216 microgrammi per metro cubo d’aria (limite per la tutela della salute pubblica fissata a 25—>22 microgrammi per metro cubo d’aria), con media del periodo (15 giorni) pari a +400% sul valore massimo di tutela della salute pubblica, determinando che tutte le micro polveri registrate dalla strumentazione erano di tipo PM2,5. A Pechino in questi giorni si registrano picchi di PM2,5 di 256 microgrammi per metro cubo d’aria. Dunque, Sora per le PM2,5 è molto vicino ai valori di Pechino.

TURBOGAS 2

Certo fa paura il silenzio dei medici sorani e della AUSL FR incapaci di redigere anche una minima ricerca statistica sui ricoveri, sulle patologie e sulle cause di decesso registrate in area prima e dopo l’installazione della turbogas. Anche loro “non vedono, non sentono e non parlano”. Altro che “registro dei tumori” promesso da Comune di Sora e AUSL Frosinone già anni addietro. Si installino perciò nei tempi dettati dalla Provincia di Frosinone gli abbattitori di ossidi di azoto ed i filtri ai camini per le emissioni di micro polveri PM2,5. Si innalzino urgentemente i camini della turbogas a 50 metri come da legge. Si qualifichi la Cartiera del Sole con i certificati EMAS e UNI. Non ci induca l’azienda ad intraprendere altre azioni che saranno di tipo risarcitorio per i danni biologici, sanitari e ambientali arrecati nel frattempo e nel futuro.

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