I consiglieri Ascione, Baratta e Petricca analizzano il voto delle regionali

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma dei consiglieri comunali Ascione, Baratta e Petricca.

Eccoci arrivati, finalmente, al momento post elettorale. Il momento delle analisi e, per molti, della riflessione sugli errori a catena commessi in passato, che hanno irrimediabilmente causato l’assenza di una rappresentatività cittadina all’interno del nuovo Consiglio Regionale. I risultati non lasciano spazi a fantasiose interpretazioni: Sora è rimasta a bocca asciutta.

Si illude chi cerca di trovare del positivo in numeri che, per quanto di una certa rilevanza, non si sono dimostrati sufficienti per sconfiggere l’agguerritissima concorrenza. Tutt’altro: questo esito non fa altro che accrescere l’amarezza di chi, e sono in tanti, ha pensato e lavorato al fine di non disperdere un simile tesoro e per far nascere una candidatura condivisa dalle principali anime politiche della città. In una fase così delicata come quella che attraversiamo, infatti, era necessario impegnarsi molto di più per individuare una figura che potesse raccogliere consensi a destra, al centro e a sinistra. I margini per realizzare questo obiettivo c’erano tutti e, così, saremmo riusciti a crearci da soli il nostro futuro.

Proprio in questo solco, per giunta, si era collocato il gesto di grande responsabilità di Enzo Di Stefano, che ha autonomamente scelto di fare un passo indietro per ricreare un clima di unità e condivisione. A questo gesto, era seguito il tentativo di instaurare un dialogo con l’amministrazione comunale su un nome condiviso, ma nulla: lo stesso sindaco Tersigni ha voluto chiudere unilateralmente ogni trattativa avanzando la candidatura del fratello Valter, che solamente chi manca di esperienza in questo campo poteva immaginare vincente.

L’occasione è stata gettata alle ortiche: ora non resta che attendersi le solite dichiarazioni di soddisfazione (invece che una chiara e più onorevole ammissione di sconfitta). Attenzione però, perché d’ora in poi non potranno essere più ammesse dichiarazioni del tipo ‘purtroppo Sora è priva di rappresentatività’ da chi non ha fatto nulla per evitarlo. A maggior ragione non potremo tollerarle quando, pur nella speranza che ciò non accada mai, il nostro ospedale tornerà sotto la lente di ingrandimento di chi non conosce il nostro territorio.

Molti voti, migliaia, sono andati dispersi perché, da un lato come dall’altro, hanno vinto i personalismi e la voglia di fare presuntuose corse in solitaria. Durante la campagna elettorale è stato incredibile ascoltare le previsioni di qualcuno che, forse in pieno delirio di onnipotenza, immaginava consensi quasi bulgari ed affermava che la vittoria era a portata di mano. Vedremo se da oggi potrà iniziare un nuovo percorso, magari un tantino più umile e pronto alla condivisione. Il danno arrecato alla città è stato grande: lavorare per mettervi riparo non sarà per nulla semplice.

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