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I prossimi 22 e 23 ottobre si voterà per il rinnovo della RSU nello stabilimento Burgo di Sora

Un’elezione che si presenta con lo spettro della cassa integrazione annunciata dall’azienda per 150 lavoratori, pertanto un’elezione che riveste una grande importanza «Stiamo attraversando una fase aziendale molto difficile» sostiene Giuseppe di Pede, segretario della SLC CGIL, «una fase difficile perché difficile si presenta la gestione di questa vertenza, il ricorso alla CIGO annunciato dall’azienda è inaccettabile soprattutto se lo si vuole applicare senza una rotazione» continua Di Pede «è nostra intenzione riportare il discorso su principi di equità perché se davvero è una questione di difficoltà e crisi allora l’azienda non può permettersi una lista di prescrizione in cui inserire “lavoratori politicamente scomodi”. Ci aspettiamo una trattativa su questo argomento e sappiamo bene che una trattativa è seria solo quando a farla ci sono persone che ci mettono la testa ed il cuore, per questo votare la lista della Cgil significa votare la serietà e l’impegno dei suoi candidati: lavoratori eccellenti che si mettono a disposizione dei lavoratori».

Anche Andrea Gabriele, RSU uscente che ha portato avanti fino a questo punto la trattativa aziendale sull’accordo respinto dai dipendenti dello stabilimento di Sora lo scorso mese di luglio, sostiene la necessità di individuare dei criteri che permettano la rotazione dei lavoratori in CIGO « La rotazione è necessaria perché tutti devono supportare il sacrificio, sempre posto che il ricorso alla CIGO sia davvero necessario e non celi invece la risposta aziendale all’esito del referendum sull’accordo di giugno» aggiunge inoltre Gabriele « va ricordato all’azienda che ha sempre potuto fare affidamento sui dipendenti dello stabilimento di Sora, perché ogni volta in cui ha chiesto loro sacrifici ha trovato disponibilità; nel corso degli ultimi anni tante sono state le rinunce da parte dei lavoratori, rinunce che hanno sempre pesato in termini economici, forse in questa occasione è stato alzato troppo il tiro e per la prima volta da Sora è stata respinta la richiesta aziendale, in risposta l’azienda ha interrotto ogni confronto ed è arrivata allo scontro usando mezzi di ricatto che inducono tensione e paura tra i Lavoratori spingendoli a firmare “novazioni spintanee”».

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