sabato 12 agosto 2017

Il 12 agosto di 73 anni fa un giovane sorano moriva eroicamente al grido di «Viva l’Italia!»

Ai piedi del monumento eretto nel luogo dove avvenne la fucilazione, ha pregato anche Papa Giovanni Paolo II

Il 12 Agosto 1944, tre membri del Corpo dei Reali Carabinieri, Alberto La Rocca, nato a Sora il 30 gennaio 1924, Vittorio Marandola, nato a Cervaro il 24 agosto 1922 e Fulvio Sbarretti, nato a Nocera Umbra il 22 settembre 1922, si consegnarono alle truppe tedesche a Fiesole per salvare dieci ostaggi. Qualche ora dopo vennero fucilati.

Tutti e tre i carabinieri sono stati insigniti della Onorificenza Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: «Durante la dominazione nazifascista, teneva salda la tradizione di fedeltà alla Patria, prodigandosi nel servizio ad esclusivo vantaggio della popolazione e partecipando con grave rischio personale all’attività del fronte clandestino. Pochi giorni prima della liberazione, mentre già al sicuro dalle ricerche dei tedeschi, si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, veniva informato che il Comando germanico aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al comando stesso entro poche ore. Pienamente consapevole della sorte che lo attendeva, serenamente e senza titubanze la subiva perché dieci innocenti avessero salva la vita. Poco dopo affrontava con stoicismo il plotone di esecuzione tedesco e, al grido di «Viva l’Italia!», pagava con la sua vita il sublime atto d’altruismo. Nobile esempio di insuperabili virtù militari e civili.»

La Rocca, Marandola e Sbarretti sono passati alla storia come “I Martiri di Fiesole”. In onore dei tre carabinieri, nel luogo dove avvenne la fucilazione, è stato eretto un monumento ai piedi del quale, nel 1986, ha pregato anche Papa Giovanni Paolo II.

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