23 settembre 2011 redazione@sora24.it
LETTO 679 VOLTE

Il 2° anniversario dell’ingresso di Mons. Filippo Iannone in Diocesi

Due anni fa la pioggia, tanta pioggia. Questa volta, a Sora, solo un vento piacevole e frizzante, che giù, in piazza Indipendenza, ai piedi della Cattedrale, ha alimentato i movimenti dei rami del grande abete. Il secondo anniversario dell’ingresso di mons. Filippo Iannone, ha rappresentato un significativo momento della vita ecclesiale diocesana, per tanti motivi. Un segno benaugurale rivolto al vescovo per la ricorrenza dell’inizio della sua guida nel nostro territorio; l’apertura ufficiale del nuovo anno pastorale per Sora Aquino Pontecorvo; la memoria, con la preghiera, per le vittime della tragedia di Arpino. Tutte presenti le articolazioni della Diocesi, martedì scorso, 20 settembre, nella chiesa Cattedrale di S. Maria Assunta, intorno a mons. Filippo Iannone. Innanzitutto i sacerdoti e quindi le varie associazioni ed i gruppi ecclesiali, le rappresentanze di ogni parrocchia, i membri degli Uffici della Curia, le autorità locali civili e militari, tra cui il sindaco di Sora, dott. Ernesto Tersigni, il presidente del Consiglio Comunale di Sora, dott. Giacomo Iula, il comandante della caserma militare di Sora, col. Giovanni Cosimo Borgia, il capitano dei carabinieri della compagnia di Sora, Ciro Laudonia ed il comandante della stazione dei carabinieri, maresciallo  Giovanni Sicignano e tanti, tanti fedeli. Una testimonianza di affetto e di gratitudine verso il Pastore e Vescovo delle nostre anime, attraverso un intenso momento di vera fraternità ecclesiale. Il coro, posizionato sul lato sinistro, dalla parte della sacrestia, diretto dal maestro Alessandro Alonzi, è stato la colonna sonora della concelebrazione. Nella navata di destra l’allestimento e la funzionalità di un maxischermo, ha permesso ai presenti in quella parte della chiesa, di seguire meglio la messa. «Ormai il 20 settembre da due anni – ha detto all’inizio mons. Antonio Lecce, Vicario Generale della Diocesi, rivolgendosi a mons. Filippo Iannone – per la Chiesa di Sora Aquino Pontecorvo è la data fissa dell’incontro ecclesiale tra il Pastore e i fedeli. Un incontro ricco di suggestioni, sia per quanto riguarda il rapporto umano con la persona del Vescovo, sia per quanto riguarda il tessuto della vita delle nostre Comunità. Dopo due anni, posiamo mettere con verità sulla bocca del Vescovo Filippo le parole di Gesù, il Pastore Bello: Conosco le mie pecore ed esse conoscono me. È  una conoscenza reciproca acquisita sul campo, cioè dalla partecipazione alle vicende liete e tristi della vita dei singoli e delle comunità. La Chiesa non è composta da persone anonime, senza volto, senza identità; ma ha il volto delle persone che piangono per la separazione violenta dalle persone care, che gioiscono per la speranza di una vita più degna, sostenuta  dall’impegno e dalla collaborazione di tutti. E il Vescovo è sempre pronto a soffrire con chi soffre e a gioire con chi è nella gioia. Nel Convegno pastorale del giugno scorso, l’Ecc.za Vostra, ci ha ricordato che nella Chiesa unità non significa uniformità, ma comunione di ricchezze personali. Ecco, desideriamo esprimerle con la nostra presenza di sacerdoti e di operatori pastorali, il ringraziamento per la chiamata alla comunione e al passaggio dalla collaborazione alla corresponsabilità. Il dono dello Spirito Santo – ha concluso il Vicario – che invochiamo nella celebrazione dell’Eucarestia rinsaldi i vincoli di comunione e dia concretezza al ministero che da questa sera e da questa sede si apre davanti alla Chiesa locale con il nuovo anno pastorale». All’omelia, mons. Filippo Iannone ha messo in risalto la centralità dell’Eucarestia, che è al in primo piano nell’attenzione dell’anno pastorale. Il vescovo ha voluto richiamare S. Agostino, che parla del «Corpo di Cristo che è l’Eucarestia, ma anche la Chiesa. L’Amen con il quale il fedele risponde al sacerdote che gli presenta il Corpo di Cristo, vuol dire accettazione di essere Corpo di Cristo». Il vescovo ha anche fatto una catechesi sulla Messa, a partire dai riti: richiesta del perdono, l’ascolto, l’offerta, la consacrazione, la comunione. Ha soprattutto sottolineato l’importanza della Consacrazione. «Quando il sacerdote dice: Questo è il mio corpo, non è solo il Corpo di Cristo, ma anche il suo corpo e la Chiesa-Corpo di Cristo che è offerta in sacrificio». Durante la lettura della preghiera dei fedeli sono state ricordate le persone morte nella deflagrazione di Arpino. Così l’invocazione: Per le sei vittime dell’immane tragedia del 12 settembre ad Arpino. La Comunità ecclesiale si unisce al dolore delle famiglie e invoca la misericordia del Cristo Risorto. Al termine della messa, al rientro in sacrestia, un lungo applauso dei concelebranti ha salutato il vescovo, mons. Filippo Iannone, che subito dopo è stato circondato dagli inviati della stampa e delle tv locali per le interviste sui suoi primi due anni di servizio pastorale nella Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo.

Gianni Fabrizio

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu