23 dicembre 2016 redazione@sora24.it
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Il 26 Dicembre torna la magica atmosfera del Presepe Vivente di Valleradice

Ciò che sta prendendo vita nella comunità di parrocchiale di Valleradice in Sora (FR) per il prossimo 26 dicembre appartiene ad un’atmosfera sospesa tra il magico, il poetico, il tradizionale e l’innovativo: nel fantastico scenario delle millenarie grotte naturali che impreziosiscono il territorio naturale della parrocchia si sta allestendo un’importante ed impegnativa produzione sul racconto e sulla rappresentazione della nascita di Colui che più di ogni altro uomo ha segnato il corso della storia, Gesù Cristo.

Il magico. Quando si parla di Natale, spesso sentiamo associata la parola ‘magia’, per ciò che esso rappresenta: qualcosa che lascia a bocca aperta, che stupisce e toglie il fiato, atmosfera di eterea, estatica ed inebriante contemplazione di un mistero che trascende l’uomo e connette la sua condizione a quella divina, in un mix che trova la sua chiave di comprensione soltanto in un silenzioso stupore. E dove riprodurre la ‘magia’ di quella notte se non in un ambiente che, con la sua bellezza naturale e la sua capacità di creare suspense, può aiutare la mente umana a penetrare nel mistero? Le grotte naturali di Valleradice, patrimonio naturale del territorio, fenomeno geologico studiato ed analizzato da diverso tempo, saranno, per quella serata, la ‘Betlemme’ di 2000 anni fa, con vari scenari e varie composizioni scenografiche, abbellite da fiaccole e da luci disposte sull’intero percorso. In esse si ripercorreranno le tappe più significative dell’evento della Natività di Cristo: la promessa di Maria e Giuseppe, l’annunciazione, il censimento, il viaggio verso Betlemme, la nascita di Gesù, la visita dei pastori ed infine l’arrivo dei Magi.

Il poetico. Il Natale è, oltre che magia, anche e soprattutto poesia. Da sempre esso è fonte di ispirazione dei più grandi poeti, in quanto evento che in se stesso è ‘poesia’: il Dio onnipotente che si incarna in una mangiatoia in un gracile e comune piccolo corpo di infante, per condividere sin dall’inizio la condizione umana nella sua precarietà e nella sua debolezza. Nella produzione sarà possibile vivere con immediatezza il mistero attraverso centinaia di figuranti in costume d’epoca che contribuiranno a riproporre esattamente ciò che quella notte videro con i loro occhi i passanti nella città di Betlemme: pastori, osti, negozianti, angeli, Giuseppe, Maria e il piccolissimo Gesù Bambino. Ognuno di essi sarà incarnato dai volontari della parrocchia che si stanno dedicando gratuitamente alla collaborazione, coordinati dal lodevole impegno organizzativo di Lucia Baldesarra, che sarà attiva in qualità di regista, e dell’associazione culturale Armonie di Valleradice.

Il tradizionale. La tradizione del Natale è alle fondamenta della cultura italiana ed Europea, in quanto manifestazione della cultura cristiana che ha fondato e dato vita alla cultura occidentale: la sua concretizzazione nell’usanza del presepe, dai tempi di S. Francesco in poi, ha caratterizzato ancora di più una festa che, partita come molte altre da un ambiente cristiano, è poi passata ad essere festa di tutti. La tradizione specifica del Presepe Vivente, poi, è fortemente imperniata nella cultura italiana, e così anche nella parrocchia di Valleradice: essa celebrò la sua prima edizione molti anni fa per illuminata intuizione dell’allora parroco Mons. Bruno Antonellis, e, riproposta diverse volte durante il ministero del successivo parroco, don Francesco Cancelli, è giunta ormai alla 24.esima rappresentazione. Non mancherà nulla di ciò che da sempre l’ha contraddistinta: le musiche, i testi, i figuranti, le scenografie.

L’innovativo. Le novità che caratterizzeranno la manifestazione, che rappresenteranno un’innovazione rispetto alle edizioni precedenti, ricadono nel campo della sorpresa e, in quanto tali, non possono essere svelate al pubblico prima che esso le gusti con i propri occhi e le proprie orecchie; sarebbe come sottrarre un po’ di magia all’evento che è magico per ‘antonomasia’. La voce fuori campo sarà quella di Edmondo Giannitti, che contribuirà a dare all’evento carattere di raffinatezza e valore artistico.

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Non resta dunque che invitare tutto il pubblico sorano e del circondario a prendere parte ad un evento che per fattura e finalità non può essere disertato: partecipare attivamente, come pubblico, a quella magia antica e sempre nuova che, con una sua rappresentazione viva e verace, ha l’obiettivo di riscaldare i cuori degli uomini affinché, in modo diverso da ciò che avvenne in quella fredda sera di 2000 anni fa in cui non si trovò un posto per una donna ormai alle soglie del parto, oggi l’umanità sia pronta ad accogliere nel proprio cuore l’avvento di Cristo che travolge, con la sua incarnazione in un piccolo corpo di infante, le grandi certezze della mente umana e ne fa dei capolavori.

La presenza di ognuno contribuirà in quella serata, Lunedì 26 dicembre, ore 18:00, nelle grotte naturali di Valleradice a vivere il mistero. In caso di avverse condizioni meteorologiche, l’evento sarà posticipato al giorno dell’epifania, Venerdì 6 Gennaio, stesso luogo, sempre alle ore 18:00. Ti aspettiamo.

Alessandro Alonzi

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