martedì 22 maggio 2012

Il commento dei distefaniani alla nomina di Celso Costantini: “Il nuovo che avanza…con ritocchi di naftalina”

I consiglieri Avv. Enzo Petricca, Fausto Baratta e Massimo Ascione, appresa la notizia della nomina di Celso Antonio Costantini a capogruppo consigliare del Pdl nel Comune di Sora commentano il cambio di timoniere di una nave che mostra sempre più evidenti falle nella propria stiva.

Ci saremmo aspettati che all’interno di una compagine di governo cittadino in cui, stando alle continue dichiarazioni del Sindaco Ernesto Tersigni, la maggioranza vanterebbe un’ineguagliabile compattezza e un invidiabile spirito di rinnovamento, le continue crisi all’ordine del giorno sarebbero state risolte in modo diverso. Dopo l’ultimo iceberg colpito con le dimissioni del consigliere Salvatore Meglio da capogruppo del Pdl, unitamente alla remissione delle proprie deleghe, ci sarebbe apparsa più consona una soluzione della crisi ispirata a una maggiore attenzione al “nuovo”. Registriamo, invece, che al di là di una desolante attività di reclutamento, tesa a colmare le lacune in cui ristagna la maggioranza, le uniche soluzioni che vengono adottate si muovono in direzioni opposte. L’assordante stornello elettorale ripetuto dal sindaco Ernesto Tersigni di voler far credere ai cittadini sorani di essere lui e il suo gruppo “il nuovo” continua a mostrare il suo vero volto. Senza nulla voler togliere alle capacità ed esperienze del prof. Costantini che stimiamo, riteniamo che la necessità di dover ricorrere alla nomina di un highlander della politica locale per far tacere i malumori della maggioranza, sia invece il chiaro segnale di un ritorno ad una triste realtà, dove gli ordini del potestà non condivisi comportano l’emergere di palesi incapacità di mediazione e di inesorabili rappresaglie.

Restiamo convinti che la situazione che viviamo è espressione di un chiaro malcontento in seno alla maggioranza, caratterizzata da continue lotte interne che paralizzano l’azione amministrativa locale a solo nocumento dei cittadini, come da noi da molto tempo sottolineato. In tali lotte il sindaco non sa o non vuole svolgere un ruolo pacificatore e di sintesi, ma al contrario sembra fomentare gli animi a danno di quei elementi che dovrebbero rappresentare le giovani forze politiche di questa nostra città, penalizzandoli ogni qualvolta gli stessi mostrano di volersi ribellare a quelle vetuste logiche di più o meno giustificati interessi di turno. Svariate sono le precedenti conferme a quanto appena detto: si è partiti dal defenestrato Giorgio Rea per passare ai consiglieri Farina e Cascone e ora giungere anche a Salvatore Meglio. Riteniamo che ci sia bisogno di dare chiari segnali di cambiamento che siano ispirati a valorizzare quei soggetti che, forse, proprio per le loro differenze anagrafiche possono costituire una valida alternativa di ricambio della classe politica dirigente della nostra città. Di certo non si può sostenere che di tale cambiamento non ce ne sia bisogno alla luce degli scadenti risultati a cui continuiamo ad assistere.

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