2’ di lettura

CRONACA

Il Lazio e il poker, una tradizione di giocatori vincenti

Dario Minieri, Federico Butteroni, Fabrizio Baldassarri e Gabriele Lepore. Nomi apparentemente sconosciuti per la maggior parte delle persone. Ma non per tutti.

Chi mastica di World Series of Poker, EPT High Roller e Italian Poker Tour Pro League sa benissimo che i quattro non sono semplici giocatori ma quattro campioni made in Italy, come del resto lo è il più conosciuto Max Pescatori. Made in Lazio, per la precisione. Dario, Federico, Fabrizio e Gabriele sono i più forti e vincenti d’Italia. E nel mondo. Ognuno con la sua storia, ognuno con i suoi trofei, ognuno con il suo stile di gioco. Player di poker, blackjack e texas al tavolo dei maggiori tornei mondiali. Perché nell’era del digitale, esiste ancora il reale. E resiste.

In effetti, la maggior parte dei nuovi player inizia a giocare partendo dall’online. Le piattaforme preferite, soprattutto dai meno esperti agli albori della loro carriera, sono quelle digitali. Molte di queste, ad esempio, si possono trovare in questo elenco dettagliato di poker room in Italia, con un’analisi delle principali lobby di gioco e una guida a come sceglierne una adatta alle proprie aspettative e abilitá con il poker, con un occhio sempre puntato all’evitare truffe. Informazioni su tornei giornalieri free roll e cash, promozioni e academy: tutto quello che c’è da sapere per conoscere meglio e in maniera consapevole il mondo delle poker room, approfondire, scoprire, perfezionarsi a poker, blackjack e texas. Proprio come hanno fatto loro: Dario, Federico, Fabrizio e Gabriele, ognuno con il suo personalissimo percorso nella vita reale.

Dario Minieri, classe 1985. La città eterna è la sua città natale. Nel mondo del poker è conosciuto con i nickname di Supernova e Caterpillar. Perché in fondo, non sei nessuno se non scegli un nomignolo per farti strada nel jet set del tavolo all’americana. Talentuoso e brillante. Uno degli italiani più vincenti di sempre: in grado di portare a casa vincite totali per oltre due milioni di dollari. Bravissimo, Dario: nel 2008 vince il braccialetto alle WSOP, nel 2009 conquista il primo posto all’EPT High Roller di Varsavia e nel 2010 svetta all’Italian Poker Tour Pro League. Roma esulta.

Federico Butteroni, anche lui capitolino. Anche lui giovane, giovanissimo. Più giovane di Minieri. Federico è classe 1990 e come gran parte della sua generazione si trasferisce in Australia. Partecipa ai tornei di Las Vegas e arriva al tavolo finale della WSOP 2015. Tra i primi venti italiani per montepremi complessivo. Campione al tavolo verde e campione di generosità. Nel 2016 devolve parte delle sue vincite agli abitanti di Amatrice dopo il terribile sisma del 2016 che colpì il piccolo centro abruzzese. La beneficenza esulta.

Fabrizio Baldassarri, romano, classe 1974. Romano di provincia, di quella provincia che flirta con Roma per via della vicinanza. Fabrizio nasce a Genzano e nel corso della sua carriera, indubbiamente più longeva rispetto a quella dei suoi concittadini Dario e Federico, raccoglie circa un circa un milione di dollari al tavolo verde. Meno di Dario insomma, che resta il top tra i quattro della capitale eterna. Ama viaggiare al punto da trasferirsi e scegliere la sua nuova, personalissima capitale in cui vivere. É Montecarlo. Del resto, non poteva essere diversamente. Il Principato esulta.

Gabriele Lepore, last but not least. Con lui termina il poker dei best player italiani made in Lazio. Nasce a Segni nel 1983. Studia informatica, modella un pensiero analitico e impara presto l’arte della vendita tramandata dal padre. Ma la passione spinge verso un’altra direzione. Il poker lo seduce e gli riempie la vita. Si dedica al gioco a tempo pieno e nel 2020 registra un ottimo punteggio al WPT Opener. Entra di diritto nella lista dei duemila giocatori più vincenti di sempre. Il suo conto in banca esulta.