giovedì 24 maggio 2012

Il ministro Fornero: “Auspico licenziamenti più facili anche per dipendenti del settore pubblico”. E la crescita? (di Sacha Sirolli)

I suicidi sono sotto gli occhi di tutti, la crisi economica pure. In questo clima, dopo la travagliata e angosciosa vicenda dell’articolo 18 (poi rivisto e corretto) sui lavoratori del privato il ministro del lavoro Elsa Fornero passa ai lavoratori del comparto pubblico: “Auspico licenziamenti più facili anche per dipendenti del settore pubblico”, aggiungendo, “non vogliamo difformità di trattamento”.

Sul web si è subito scatenata la discussione tra falchi e colombe. Tra i commenti alla news sul portale Ilmessaggero.it c’è chi scrive (a Monti): “Casta e lavoratori pubblici assenteisti sono facce della stessa medaglia. Abbiamo il comparto scuola dove il 90% dei fondi va in stipendi, con i suoi 100mila bidelli che sono adibiti ad apri porta o a portare qualche libro di testo, non troppo pesante però. E intanto le pulizie degli edifici scolastici vengono affidati a ditte esterne! Che dire dei docenti con uno stipendio medio di euro 1500 e 3mesi di ferie retribuite. Nel pubblico chi prende tangenti può essere licenziato solo a seguito di sentenza della Cassazione (in media 10/15 anni dai fatti). L’unica sanzione possibile è il cambio d’incarico, mantenendo lo stipendio con qualche lieve decurtazione. Sai che dramma! Senza contare le malattie fasulle o le necessarie cure termali alle quali nessuno del pubblico rinuncia. E’ uno schifo, soprattutto per chi ha assistito a queste cose per delle leggi tutte a favore del lavoro pubblico e solo minimamente per il settore privato”, firmato Interporto. E chi ribatte: “E poi le tasse chi le paga dato che i dipendenti vengono tassati alla fonte? fai fai…come la Grecia finiamo!”. Insomma fra dipendenti pubblici e privati è già guerra. Una guerra tra poveri, Anzi tra poveracci visto che in Italia da almeno un decennio gli stipendi non aumentano (metalmeccanico o insegnante è uguale…). Dove sono stati i sindacati italiani in tutti questi anni? Boh…Mettici poi che col passaggio dalla lira all’euro nei negozi un jeans della Levi’s è passato a costare da 80mila lire a 100 euro (come tutto il resto) ed il gioco è  fatto!

Non sono un fine economista. Ho una laurea in lettere moderne, mi piace Ungaretti, Pirandello mi sta simpatico. Ho letto una volta per sbaglio qualcosa sulla mano invisibile di Smith, e penso che la sfiga ci vede benissimo…Però una volta Paolo , un mio amico insegnante di Pontecorvo laureato in Economia all’Università di Cassino e precario in Lombardia mi ha detto: “Se dai mille euro al mese ad un lavoratore, quello, con il suo salario, ci fa la spesa, paga l’affitto, le bollette, consuma e spendeal mercato,  al bar o dal panettiere. Che guadagna a sua volta, assume un nuovo operaio, amplia il locale, chiama una ditta per ristrutturare il negozio e così via… Se il lavoratore lo licenzi il risparmio nell’immediato c’è, ma l’economia alla lunga si blocca…”.

Buona crescita a tutti….

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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