venerdì 26 ottobre 2012

Il reparto di Ortopedia del SS.Trinità ancora a rischio per il blocco dei ricoveri. Cippitelli: dobbiamo mantenere oltre che potenziare

Ho appreso personalmente che nonostante l’annuncio della salvezza per Ortopedia, il reparto del SS.Trinità è tuttora in sofferenza di personale, con turni massacranti per i due medici in servizio e un numero di interventi non più sostenibile dall’esiguo numero di professionalità attualmente impiegate: l’ospedale di Sora va difeso oltre che potenziato”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio provinciale e sindaco di Broccostella, Sergio Cippitelli, in relazione alle recenti notizie sul possibile blocco dei ricoveri nel reparto di Ortopedia. Uno dei tre medici in servizio è attualmente in ferie pre-scadenza contrattuale, in attesa di un eventuale rinnovo che, ad ora, non sarebbe ancora avvenuto. Assicurazioni circa la salvezza del reparto erano arrivate, nei giorni scorsi, sia dal Sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, che dal Presidente dell’Ater, Enzo Di Stefano. Ad oggi, però, la situazione non sembra essere cambiata e il reparto, che al 31 agosto 2012 contava oltre diecimila prestazioni e quasi 500 interventi, sembra essere ancora a rischio.

“E’ impensabile – sottolinea Cippitelli – che un reparto efficiente e con una mole di lavoro ingente, come quello di Ortopedia di Sora, debba contare unicamente su due medici e rischi di dover fermare i ricoveri per mancanza di personale. Anche dal mio Comune, oltre che da tutta la Valcomino e dall’hinterland della media Valle del Liri, sono numerosissimi gli utenti che si rivolgono alla struttura sanitaria sorana per essere curati. Proprio in questi giorni sono iniziati i lavori di sistemazione del Pronto soccorso per rendere più funzionale il servizio ma, parimenti, devono essere adottate misure altrettanto idonee per risolvere il problema dei reparti, come quello di Ortopedia appunto. Faccio appello, dunque – prosegue Cippitelli – agli organi preposti, Asl e Regione Lazio in primis, affinché si intervenga quanto prima per scongiurare che l’emergenza di oggi si possa trasformare domani in chiusura del reparto, con tutte le conseguenze immaginabili per le migliaia di utenti del comprensorio. Non è accettabile – conclude – che debba essere ancora la sanità della nostra provincia a soccombere rispetto a quella della capitale: tagli e chiusure penalizzano pesantemente il territorio e incentivano una più massiccia mobilità verso altre strutture, anche fuori regione, comportando maggiori costi a fronte di un’offerta sanitaria ingiustamente dequalificata”.

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