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Il terremoto a Sora, Totti e Mengoni

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Ieri sera al momento della scossa stavo guardando il festival di Sanremo a casa mia a Carnello di Sora. Ho capito subito che era il terremoto. Mentre sentivo le vibrazioni del terremoto crescere speravo che finisse subito. Dieci secondi circa ed ha smesso. Non ho avuto paura, forse perchè ho visto quattro anni fa quello che il terremoto ha fatto a L’Aquila. Ho pensato solo: “Non è crollato nulla, usciamo di casa”. E così ho detto mentre mia moglie si attardava a spegnere le luci in casa. Tutti giù in strada, figli e cane compreso. Con noi i vicini e tante persone conosciute. “Che trett’cata”, ha esclamato Donatella che abita all’ultimo piano bianca in viso. “Una scossa così forte non l’ha mai sentita, neanche nell’84”, ha aggiunto Marcello sotto la chiesa di Carnello. “Il Papa che si dimette, il meteorite in Russia, ma non è che i Maya hanno solo sbagliato mese?” dice col sorriso sulle labbra un parente di Donatella con in braccio il cagnolino in piazza.

Su internet arrivano le prime notizie, Sora è l’epicentro. Il Comune mette a disposizione il tensostatico al Trecce per chi non se la sente di dormire a casa. Incontro Ruggiero, simpatico come sempre, sotto al Bar Susy. Lui, elettricista nella vita, abita alla Pastorella a Carnello di Isola del Liri. Quando è arrivato il terremoto era a casa a vedere la Roma contro la Juventus da buon tifoso della Roma. “E’ stata colpa del gol di Totti, abbiamo vinto una partita contro la Juve ed è venuto il terremoto!”. Il bello è che dopo la scossa Ruggero racconta di esser andato in garage o in cantina, lì c’era un televisore ed ha visto il big match dell’Olimpico fino alla fine…che tifoso doc! “Gran gol di Totti l’ha messa sotto l’incrocio” mi racconta Ruggiero a mezzanotte. E ride. Ma si, anche questa è una maniera per esorcizzare il terremoto.

Mentre 400 persone circa decidono di dormire al PalaPanico io e mia moglie decliniamo l’invito di Donatella che ci ha invitato a dormire a casa del padre, ad un piano, a Isola del Liri dietro la Pastorella. Dormiamo nelle nostre due macchine parcheggiate di fronte casa sotto la scuola materna. Mi telefonano i parenti per sapere come sto. Mi telefona il direttore de Il Messaggero di Frosinone per sapere com’è la situazione. “Tutto bene – dico io a tutti – solo una gran paura”. Mi telefona la mia amica Marianna dall’Aquila. Abbiamo studiato insieme nell’università del capoluogo abruzzese dove ci siamo laureati. Lei più di me ha vissuto la tragedia del terremoto aquilano quattro anni fa. “Non ritornate a casa nelle prossime 12 ore dormite in  macchina – mi dice Marianna – se volete venite qui, ho una roulotte, ve la potete riportare. Ma per carità dormite in macchina che la scossa è stata troppo forte”. Marianna me lo dice poco dopo mezzanotte. Lei non lo può sapere ma due ore dopo fa una scossa anche al Gran Sasso, vicino casa sua.

Mi addormento in macchina mentre mia moglie guarda le ultime news al cellulare e insieme sentiamo per radio il festival di Sanremo come si faceva negli Anni 50. Tifiamo per Marco Mengoni che è l’unico laziale tra i tre che possono vincere. Alla fine la Littizzetto legge il bigliettino. Vince Sanremo 2013 Mengoni. Il cantante di Ronciglione, paesino del viterbese, canta la sua canzone: “Mentre il mondo sta cadendo…”, che ninna nanna! “L’essenziale”, è poterlo raccontare.

Io mi addormento in macchina con la mia famiglia, sano, salvo e stranito… dalla sensazione che non siamo nulla e soprattutto di passaggio.

Sacha Sirolli

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