5 novembre 2014 redazione@sora24.it
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Illuminazione pubblica: «565 mila euro all’anno per 20 anni, pagati dai cittadini di Sora»

I consiglieri comunali Massimo Ascione e Fausto Baratta, rinvenendo gravi ed illegittime irregolarità nella proposta di deliberazione da cui è dato desumersi un evidente danno erariale per la città di Sora e per i suoi cittadini, sono pronti a ricorrere alla Corte dei Conti

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa a firma dei consiglieri comunali Massimo Ascione e Fausto Baratta.

«L’Amministrazione targata Tersigni, al Consiglio Comunale fissato per domani 6 Novembre, si appresta a deliberare la “Concessione in Gestione ventennale degli impianti di Pubblica Illuminazione e l’Adeguamento a LED degli Impianti stessi”. Dalla Proposta di Deliberazione consiliare si evince che i cittadini di Sora dovranno assumersi per 20 anni il costo annuo di Euro 565.000,00, a canone fisso, al netto dell’IVA.

Il canone annuo che il Comune dovrà versare alla Ditta aggiudicataria dell’appalto dovrà necessariamente essere previsto in bilancio per tutta la durata ventennale della concessione. Alla medesima Azienda Privata verrà affidata la manutenzione ordinaria ma anche quella straordinaria; quest’ultima non verrà preventivamente contrattualizzata negli importi, che, invece, saranno posti a base di gara. Ciò significa che ulteriori ampliamenti o modificazioni della linea saranno affidati sempre alla stessa Ditta Privata a condizioni e prezzo che la stessa riterrà di applicare.

Ora, noi consiglieri di opposizione, ritenendo tale Proposta di Deliberazione del tutto illegittima, annunciamo che resteremo in Aula Consiliare per dissentire pubblicamente contro questa decisione scellerata e voteremo il nostro NO. Partiamo dal principio che già ora il comune di Sora annualmente paga un importo inferiore ai 565.000,00 Euro previsti per l’appalto, e, che, quindi, non si comprende come mai si debba versare un canone annuo superiore alle spese di gestione della pubblica illuminazione finora sopportate dall’Ente.

Consideriamo, poi, che con la trasformazione degli impianti a LED ci sarà un risparmio delle spese di energia pari al 50% di quelle attuali. A nulla valendo le motivazioni, contenute nella Proposta di Deliberazione, relative al fatto che la Ditta aggiudicataria sosterrà i costi per l’apposizione delle lampadine a LED, costi che comunque verranno abbattuti in un tempo massimo di 4 anni.

Perciò il Comune di Sora per 20 anni si troverà a pagare alla Ditta Privata un canone annuo fisso di 565.000,00 Euro, pur sapendo che, ammortizzate le spese, il vero importo da sostenere annualmente per la pubblica illuminazione sarà poco meno di 250.000,00 Euro. Da precisare che i comuni limitrofi al comune di Sora, che hanno per primi sperimentato tali contratti, avendone accertato il mancato beneficio e la perdita erariale dato i costi superiori a quelli consentiti o comunque previsti, stanno intentando cause giudiziarie risolutorie per svincolarsi da siffatti contratti di Concessione; con molte difficoltà ed ulteriori dispendi economici.

Sosteniamo che certi lavori di adeguamento della pubblica illuminazione debbano essere eseguiti in house, ovvero effettuati direttamente dal Comune attraverso i mezzi, le strutture ed il personale di cui lo stesso Ente è dotato, visto che possiede la piattaforma per portare gli operai specializzati all’altezza del lampione. D’altronde per sostituire il corpo illuminante all’interno della plafoniera del lampione non occorre una ingegneristica specializzata. Da precisare che un corpo illuminante ha il costo di circa 400 Euro e che il comune ben potrebbe sostenerlo effettuando una previsione di sostituzione calendarizzata nel tempo.

Poi, si potrebbe provvedere all’adeguamento della linea partendo da quella più vetusta, secondo un principio basato sul risparmio e sulla diligenza, lasciando per ultima quella eseguita ad esempio su Via Regina Elena, appena realizzata, linea che, se domani in Consiglio l’amministrazione Tersigni votasse per l’adeguamento a LED, risulterebbe eseguita invano. Ci auguriamo che questa volta la maggioranza Tersignana decida di assumersi la responsabilità e la diligenza del buon padre di famiglia, decidendo di tornare indietro sui propri passi e di non votare questa concessione di appalto, che comporterà esosi dispendi economici per i contribuenti, già vessati dalle recenti tassazioni.

Dichiarando, sin d’ora, che, rinvenendo gravi ed illegittime irregolarità nella proposta di deliberazione da cui è dato desumersi un evidente danno erariale per la città di Sora e per i suoi cittadini, qualora tale Proposta divenisse Deliberazione, ricorreremo alla Corte dei Conti».

I Consiglieri Massimo Ascione Fausto Baratta

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