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CRONACA

In ricordo della Maestra Flora Angeloni

A un anno dalla scomparsa, il ricordo a cura di Antonella Paniccia.

«Carissima Maestra Flora, rivolgo a te questo pensiero, parlandoti come si parla ad un’amica, più che ad una cara e preziosa Collega. L’ultima volta che venni a farti visita nella tua casa, esclamasti: «Antonella, ho salutato un secolo, ora è tempo di andare!». Dicevi che ti sembrava ormai troppo il tempo che stavi trascorrendo su questa terra. Il fardello dei giorni si faceva sempre più pesante sulle tue esili spalle, eppure la tua mente era nitida, i tuoi ricordi freschi come quelli di un’adolescente che amava raccontare ogni particolare della sua vita dipingendolo con i colori del cuore, con tinte che neanche un pittore avrebbe mai potuto vagheggiare. Quante poesie mi hai letto, quanti ricordi hai tratto dal tuo libro autografo e quanti ne hai fatto affiorare nella mia mente mentre mi narravi episodi di una fanciullezza trascorsa insieme all’amica più cara, mia madre Giuseppina!

Un giorno, con uno sguardo davvero felice, dicesti che la mia visita ti aveva portato il paradiso… In realtà, eri tu che lo stavi donando a me con le tue riflessioni, con le intime confidenze e con quella sete di Dio che, a volte, ti sembrava non ti ascoltasse e ti appariva lontano… un Dio che, invece, ti è stato accanto sempre, fino all’ultimo istante della tua vita. Te ne sei andata lo scorso anno in punta di piedi, discreta come sempre, nel silenzio di una Società immemore del tuo alto valore di educatrice.

Te ne sei andata nell’oblìo di una Scuola ingrata e disattenta, che ha trascurato di onorare il tuo ultimo giorno su questa terra e che invece, talvolta, premia solo l’apparenza e l’esteriorità, dimenticando quanti hanno donato se stessi per migliorare il mondo. Eppure tu, carissima Flora, non hai mai cercato vane medaglie e fatui riconoscimenti: tutta la tua vita è stata una immensa medaglia d’oro, scolpita nella roccia della tua potente azione didattica, nel lavoro quotidiano, nella tua bella e sincera persona, negli affetti familiari, nella nobiltà d’animo.

Sei stata grande e forte nell’educare intere generazioni e lo hai fatto con intelligenza e originalità, con sensibilità, arte e competenza, con cura estrema e precisione. Hai insegnato con passione ed a me resterà sempre negli occhi l’incanto dei bambini che ti guardavano e ti ascoltavano mentre spiegavi: li affascinavi, li seducevi perché parlavi al loro cuore, sapevi essere madre e vera maestra; come un’equilibrista dispensavi affetti e insegnamenti senza mai mancare dell’autorevolezza necessaria per formare il carattere, la sensibilità e l’onestà nell’animo degli alunni. Papa Benedetto XVI disse: “Un Papa resta tale per sempre!”.

Io credo che anche una vera maestra resterà tale per sempre. Anche tu sarai sempre Maestra, carissima Flora! Continua pure da lassù a scrivere le più belle poesie e prega tanto per i bambini di oggi che, a scuola, hanno un infinito bisogno di riscoprire la bellezza del sapere attraverso l’opera e l’umanità di maestri autentici».

Sora, 05 luglio 2022
Antonella Paniccia