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Incarico Carnello, parla Giovanni Costantini: «Si è gridato allo scandalo senza conoscere i fatti»

«In merito alle notizie apparse sui mezzi di informazione, ritengo, in contrasto con la mia riservatezza, precisare alcune questioni. Mi sono abilitato alla professione di ingegnere nell’anno 1998: da tale data, ho redatto molteplici progettazioni di opere pubbliche, per svariati enti, e nel mio curriculum (nemo propheta in patria) figura solo un incarico svolto per il Comune di Sora e commissionato da una Amministrazione passata. Al riguardo, invito qualche illustre collega conosciuto più per la sua a-dedizione al lavoro e per la sua “manifesta imparzialità” nei giudizi politici, piuttosto che per essere depositario di consenso pubblico, a valutare le capacità tecniche dei professionisti così inopportunamente aggrediti (il mio curriculum professionale che contempla tra l’altro n° 9 progettazioni di edilizia scolastica pubblica è a loro disposizione).

Dico questo perché finora si è gridato allo scandalo, non conoscendo la realtà dei fatti, o comunque cercando di alterarla al fine di screditare l’immagine mia e quella dell’Amministrazione Comunale, e nessuno ha mai discusso di professionalità o capacità tecniche, su cui sono pronto a confrontarmi in tutte le sedi. Senza elogiarmi e sembrare perciò presuntuoso, caratteristica che chi mi frequenta non mi riconosce, oltre al curriculum c’è da dire che, lo scrivente ha anche partecipato al recente bando pubblico per la formazione di un elenco di professionisti di fiducia del Comune di Sora; ancorpiù, ricordo che l’opera probabilmente più importante realizzata negli ultimi decenni qui a Sora (Palasport), completata in tempi rapidissimi e senza riserve o contenziosi da parte dell’impresa esecutrice (che avrebbero certo arrecato danno economico all’Ente e quindi alla collettività-non ricordo molti casi simili a Sora…), e pertanto utilizzata e fruita dai miei concittadini, porta la mia firma.

Dimostrato quindi, senza presunzione, di possedere titolo per l’incarico di cui tanto si sta sparlando, vorrei spostare l’attenzione sulla opportunità o meno di ricoprire tale incarico: probabilmente la scelta è ricaduta sul sottoscritto per una serie di circostanze tra le quali – e qui non voglio ingenuamente prestare il fianco agli oppositori di questa Amministrazione – quella di conoscere perfettamente la problematica inerente la Scuola di Carnello, frazione in cui mi onoro di vivere. Per dar forza ad una battaglia che partiva dalle istanze dei genitori dei bambini, ed ad una emergenza di priorità assoluta, insieme ad un collega, il sottoscritto ha predisposto in tempi non sospetti un progetto che ha sottoposto agli uffici competenti, suggerendo una soluzione progettuale che potesse evitare l’uso di containers o la definitiva chiusura della scuola della popolosa frazione: non mi risulta ci siano altri progetti in circolazione proposti da altri.

Tengo a precisare che il progetto è stato predisposto senza la pretesa o garanzia di compensi, e semplicemente al fine di individuare una soluzione alla problematica scolastica e conseguentemente verificarne la fattibilità tecnica: preciso ciò, perché lo scrivente è venuto a conoscenza dello stanziamento dei tanto declamati 2.000,00 euro solo dagli infamanti comunicati che sono stati pubblicati sui media. La soluzione proposta è stata in seguito vagliata e fatta propria dal Comune di Sora, che ha dato poi seguito alle procedure necessarie alla sua realizzazione tra cui, passaggio obbligato per la richiesta di un finanziamento, l’approvazione del progetto preliminare.

Gli odierni censori dovrebbero a mio parere informarsi su quali siano le condizioni in cui versa il plesso scolastico di Carnello, o quantomeno, se sono tanto interessati alla “cosa pubblica”, fare un sopralluogo trattenendosi a disquisire su scandali inesistenti, all’interno di uno dei container che ospita le aule, magari con 30 gradi esterni e 40 interni… Per quanto riguarda l’opportunità di ricoprire l’incarico di progettista di un’opera da me suggerita e proposta ad un Ente che vede nel suo Consiglio un familiare, pur evitando di esprimere valutazioni che non mi competono, vorrei comunque porre una questione: un professionista deve essere giudicato per le parentele o per le capacità? Deve essere apprezzato per aver dato la propria disponibilità nel lavorare senza certezza di compensi e perché tiene a cuore le sorti della propria città o deve essere discriminato per questioni di sangue?

Se l’esperienza accumulata negli anni, e – mi perdonino l’impudenza i colleghi nullafacenti – anche le fatiche sostenute nella propria vita, debbano essere sovrastati dal “difetto” di essere nato in una famiglia a dir di qualcuno “sbagliata”, ne prendo atto e rinuncio ai compensi della progettazione tanto discussa. Mi impegno pertanto a rinunciare ai miei compensi, sia i famigerati € 1.000,00 già stanziati (che corrispondono a circa € 400,00 netti DICONSI QUATTROCENTO), sia quelli eventuali di una progettazione definitiva futura: a differenza di qualcuno, io mi auguro che il Comune trovi le risorse per dare una risposta concreta e reale ad una problematica concreta e reale che non tutti stanno dimostrando di conoscere!

Alla luce della situazione in cui si trova la spesso dimenticata frazione di Carnello, ritengo opportuno quindi destinare i compensi suddetti ad opere utili alla collettività: penso per esempio all’arredo di spazi pubblici con attività ludiche per bambini, coinvolgendo nelle scelte le Associazioni che sono impegnate sul territorio, ed eventualmente mettendo direttamente a loro disposizione le risorse in questione per un utilizzo ottimale a fini di utilità collettiva. Ci tengo a precisare, inoltre, a dimostrazione del fatto che i miei comportamenti non sono stati finora guidati da intenzioni speculative o economiche, che il sottoscritto lamenta da diversi anni un credito nei confronti del Comune di Sora per attività professionali pregresse (non commissionate dalla presente amministrazione), che in qualche modo avevo oblìato in considerazione di rapporti amichevoli e di gratificazioni umane a mio parere piu’ importanti di quelle economiche, ma che, alla luce degli ultimi eventi, proprio per una questione di regolarità, di legittimità degli atti e di rispetto delle procedure, e non ultimo anche per la tanto sbandierata questione morale (chi lavora deve essere pagato, a meno di scelte personali volte alla beneficenza), mi vedrò costretto a far riemergere.

Mi auguro che si concluda qui la vicenda invitando a non prolungare ulteriormente le polemiche che ritengo siano in questo modo superate da un azione che di fatto rende un servizio alla collettività, a cui spero seguitino altre simili, anche da parte di chi oggi chiede dimissioni ingiustificate e pretestuose, e che, non mi risulta abbia mai avuto l’eleganza di donare qualcosa alla Città che al contrario tanto ha dato loro. Auspico inoltre che venga ripristinato un clima più sereno e più consono alla mia persona che, probabilmente per colpa di educazioni familiari “devianti”, ha sempre portato rispetto a tutti, e mai ha infangato l’onore e la dignità di alcuno.»

Ing. Giovanni Costantini

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