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Infarto: – 60% di vittime rispetto agli anni ’60

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Infarto: sono ben 750 mila le vite risparmiate dagli anni ’60 ai giorni nostri, grazie all’avanzamento delle terapie, all’arrivo dell’angioplastica e all’organizzazione di reti di soccorso sempre più efficaci. Oggi in Italia muoiono circa 35 mila persone all’anno per arresto cardiaco, rispetto alle 90mila degli anni ’70. Certamente l’obiettivo è quello di migliorare ulteriormente il trend, ma la “mortalità zero” non si potrà mai raggiungere se gli stili di vita non miglioreranno.

Mortalità che, tuttavia, per coloro che si ricoverano in ospedale, è scesa addirittura al 3% per i soggetti curati in una UTIC e non supera il 10% in altre strutture meno specializzate.

I soggetti attualmente più a rischio infarto, paradossale ma vero, sono i più giovani. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera (clicca qui per leggere), se le abitutidini dei ragazzi non cambieranno in un prossimo futuro essi si ritroveranno con il rischio cardiovascolare dei loro nonni, negli anni ’60.

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